Ronciglione – La procura di Viterbo aveva chiesto l’arresto per omicidio del fidanzato di Maria Sestina Arcuri già lo scorso 15 marzo.
Il 15 marzo, ovvero poco più di un mese dopo la morte della ragazza caduta dalle scale della casa della nonna del fidanzato, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio, e deceduta il giorno dopo a Belcolle, dove era giunta in condizioni disperate e dove era stata sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico dal quale non si è mai svegliata.
Sarebbe stata dunque vittima di un delitto, secondo gli inquirenti viterbesi, la parrucchiera 26enne venuta dal sud a Roma in cerca di fortuna, che solo da qualche mese si era fidanzata col suo presunto assassino, il pugile e operatore socio sanitario trentenne Andrea Landolfi Cudia, romano, con cui era solita trascorrere i weekend a Ronciglione.
La richiesta di misura di custodia cautelare nei confronti di Andrea Landolfi Cudia non è stata però accolta dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Viterbo e così, venerdì, il 19 aprile, a un mese di distanza dalla richiesta di arresto, la procura della repubblica ha depositato al tribunale del riesame di Roma atto di appello avverso l’ordinanza di rigetto del gip viterbese. Adesso bisogna aspettare la fissazione dell’udienza e le decisioni dei giudici capitolini.
Secondo la relazione dei medici legali che hanno eseguito l’autopsia disposta dal pm Franco Pacifici sul corpo di Maria Sestina, come anticipato nei giorni scorsi da Tusciaweb, la 26enne sarebbe morta in seguito a una “caduta verticale dall’alto”, come se fosse stata lanciata.
Maria Sestina non sarebbe stata picchiata per le scale la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorsi, ma la sua sarebbe comunque stata una caduta precipitosa, perché stava scappando oppure potrebbe essere stata spinta.
La procura avrebbe chiesto la misura cautelare immediatamente dopo il deposito della relazione dei professori Mauro Bacci e Massimo Lancia di Perugia, i cui risultati sono stati secretati per ulteriori trenta giorni dal pm Pacifici, in attesa delle risultanze dei rilievi effettuati dal Ris di Roma.
Lo scorso 10 aprile, in occasione del giorno in cui Maria Sestina avrebbe compiuto 27 anni, nel suo paese d’origine, Nocara, in provincia di Cosenza,in Calabria, è stata effettuata una fiaccolata. Numerose le partecipazioni dei protagonisti della vicenda a varie trasmissioni televisive, che fin dall’inizio hanno seguito il caso.
“Landolfi è drammaticamente provato dalla morte della sua compagna. E’ molto provato dalla grave perdita subita. Attendiamo i risultati dell’ autopsia che chiariranno la dinamica dell’ accaduto. Non lo preoccupano le indagini ma il fatto di aver perso la compagna che amava”, ha sempre detto l’avvocato Luca Cococcia, difensore del trentenne iscritto fin dal primo giorno nel registro degli indagati per omicidio.
“Un atto dovuto”, si disse. Poi la notizia dell’aggravamento del capo d’imputazione, con le ulteriori accuse di lesioni personali aggravate e omissione di soccorso a carico del giovane.
Multimedia: Fotocronaca: Il sopralluogo dei Ris – I Ris di nuovo nella casa della tragedia – I Ris nella casa della tragedia – Video1 – Video2
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


