Sutri – In meno di un anno Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri, ha ricevuto una trentina di lettere minatorie. A cui vanno aggiunte una serie di telefonate sempre intimidatorie. Tanto da essere inserito da Avviso pubblico, la rete di enti locali che promuove la cultura della legalità e della cittadinanza attiva, nella lista rossa degli amministratori sotto tiro. Ma ora sembrerebbe che l’autore di questi atti sia stato scoperto. O meglio “si è svelato”, come rivela Sgarbi a Tusciaweb. “Questo coglione terrorista – afferma il primo cittadino di Sutri – mi ha inviato una nuova lettera in cui chiede perdono e afferma di rimangiarsi quanto detto. Il messaggio è patetico. ‘Mi sono sbagliato, ho preso un abbaglio’… ha scritto stronzate del genere”.
Per ogni minaccia ricevuta Sgarbi ha sempre sporto denuncia alle forze dell’ordine. “Tra le righe della lettera – continua il sindaco di Sutri a Tusciaweb – c’è pure la richiesta di ritirare le querele. Ora sta a me decidere, anche perché quest’uomo, che dovrebbe essere dell’alta Italia, sembrerebbe essere responsabile di almeno una ventina di intimidazioni”.
A dicembre, quando i messaggi intimidatori erano “solo” 14, Sgarbi spiegava: “Le lettere, anonime e dense di insulti e minacce, sono indirizzate alla sede comunale, a miei collaboratori diretti e addirittura sul telefono del capo dello staff”.
Nella notte tra martedì e mercoledì, invece, il sindaco di Sutri, nonché noto critico d’arte, ha subito il danneggiamento dell’auto. A Roma, in pieno centro e sotto la sua abitazione. Era l’una, e in quel momento Sgarbi si trovava in casa. “Hanno sfondato i finestrini e rubato una serie di cose – racconta il critico d’arte a Tusciaweb -. Secondo me l’hanno fatto solo perché la macchina è piena di carte e di libri e, vedendola dall’esterno, hanno pensato fosse piena di documenti e oggetti di valore. Ma quando l’hanno aperta si sono accorti dei libri e così hanno portato via i beni personali della mia assistente: orecchini, una pelliccia, scarpe e vestiti”.
Il danneggiamento è stato denunciato agli agenti di polizia. Ma non è la prima volta che l’auto di Sgarbi viene presa di mira. È successo già una ventina di giorni fa nei pressi di un hotel vicino l’aeroporto di Linate e tre mesi fa in zona Duomo a Milano. “Puntualmente ho questa rottura di coglioni”, chiosa il critico d’arte.
Raffaele Strocchia

