Viterbo – (sil.co.) – Finisce con la Mini su una Smart parcheggiata nei pressi di un incrocio in strada Filante e quando arriva la polizia dice che era da solo in macchina.
Era circa l’una di notte del 28 luglio 2013.
Ma gli agenti trovano tracce di sangue sul sedile del lato passeggero e anche sulla strada.
“Avevo con me un cane che è rimasto ferito e per lo spavento è scappato via”, ha detto loro il giovane, all’epoca ventenne, che, sottoposto a alcoltest, è risultato positivo ed è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebbrezza.
Solo il giorno successivo si è scoperto che al suo fianco c’era un amico, andato al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per farsi medicare, dicendo di essere rimasto vittima di una caduta accidentale. Nel frattempo era stato diramato l’allarme.
La vicenda è stata ricostruita davanti al giudice Elisabetta Massini da uno dei poliziotti intervenuti e dallo stesso passeggero, che ha difeso il conducente.
“Venivamo da una cena a casa di mia zia. Quando il mio amico ha visto che io perdevo tanto sangue ha avuto una crisi di panico, proprio mentre passava la zia che, temendo perdesse i sensi, gli ha fatto bere del limoncello che aveva in macchina, poi mi ha portato di corsa a casa, perché avevo il volto coperto di sangue e perdevo anche sangue dalla bocca. In ospedale ci sono poi andato coi miei, avendo sbattuto il naso, che si è rotto, e anche i denti. Ma lui on era ubriaco, ha solo bevuto il limoncello della zia”, ha detto il testimone.
Si torna in aula il 14 ottobre per la sentenza.
