Tarquinia – “Il nostro progetto è un progetto per la città”. Sandro Celli ha presentato alla stampa il 5 aprile, all’agriturismo Valle del Marta, la sua candidatura a sindaco di Tarquinia. Tre le liste civiche di centro sinistra a sostegno: “Democratici per Tarquinia”, “Impegno sociale” e “Tutti per Tarquinia”.
Moderatore dell’iniziativa il giornalista Giuseppe Castellini. Celli è entrato poi nel merito dei temi della conferenza parlando di programma, dei rapporti nel centro sinistra, di Trasversale e dell’esperienza di amministratore.
“Abbiamo amministrato dal 2007 al 2017 vivendo forse la più grande crisi economica. Questa cosa ci ha creato difficoltà – dichiara il candidato sindaco -. Ed è frustrante, per un amministratore, non poter dare a volte le risposte che i cittadini si aspettano.
La nostra è una proposta di centrosinistra, ma quando uno si mette in gioco deve guardare a tutti. A questa proposta non ci sono alternative, perché è la più forte, giusta e affidabile. Abbiamo riconosciuto gli sbagli fatti e da questi siamo ripartiti con un nuovo percorso con l’obiettivo di rilanciare Tarquinia, senza lasciare indietro nessuno”.
Celli non chiude le porte a quella parte della sinistra, con cui fino a oggi il confronto non è stato semplice. “La speranza è l’ultima a morire – sottolinea –. Spero che il distacco sia momentaneo e che l’intesa sia raggiunta sul programma. Non credo e non voglio pensare che ci siano pregiudizi sulle persone. L’intesa, ripeto, va trovata sul programma. C’è ancora del tempo”.
Stoppa poi le voci di possibili candidature “terze” per unire le varie anime del centro sinistra. “Non mi interessano questi tatticismi politici – dice -. Se c’è una terza persona, esca allo scoperto. Non mi sono candidato da solo. Mi sono messo a disposizione e sulla mia figura c’è stata una convergenza”.
Sul programma sottolinea l’importanza di far esprimere le potenzialità di Tarquinia. “Dobbiamo fare sistema – afferma –. Tutti i settori economici sono legati tra loro. Se c’è un problema in un comparto si ripercuote inevitabilmente sugli altri. Nell’edilizia il tema della rigenerazione del patrimonio esistente sarà centrale. Lavorare sul turismo vuol dire anche aver portato la raccolta differenziata, mantenere la città pulita, aver rifatto l’arredo urbano, aver realizzato il teatro.
Noi abbiamo creato le condizioni per fare di Tarquinia una città turistica, anche se negli ultimi due anni è stata abbandonata se stessa. Dobbiamo investire in promozione. Se non siamo conosciuti non esistiamo. Sulla tassa di soggiorno può essere utile ma ci deve essere un patto con chi lavora in questo settore e va totalmente reinvestita sulla promozione, sui servizi e sulla cultura”.
Non crede a un uomo solo al comando ma alla squadra. “Avrò nelle liste persone che hanno capacità, competenza ed esperienza per amministrare – dice Celli -. Non esiste un uomo solo al comando anche se chi guida un’amministrazione la caratterizza. Non sarà certamente il numero dei voti a determinare quale sarà la mia giunta e non escludo che, tutti insieme, si possa decidere di rivolgersi a tecnici esterni”.
Netta la posizione sulla Trasversale. “È un’opera strategica che va fatta ma con un tracciato diverso da quello che ci hanno proposto – spiega –. Va costruita salvando la valle del Mignone”.
Un rifermento infine all’amministrazione Mazzola. “Dobbiamo solo pensare a quello che abbiamo trovato prima, come i debiti della Tarquinia Multiservizi, e il nulla che c’è stato dopo – evidenzia il candidato sindaco –. Abbiamo fatto tanto ed è innegabile. Come è innegabile che sono stati commessi degli errori. Se la gente non ci ha premiato due anni fa è chiaro che qualcosa non ha funzionato. Mi auguro che le persone possano giudicarmi su quello che ho realizzato come amministratore. Ogni esperienza è diversa da un’altra”.
Daniele Aiello Belardinelli



