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Soldi per le estumulazioni, camposantiere assolto

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Capodimonte

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Capodimonte – Camposantiere accusato di prendere illecitamente soldi al nero per le estumulazioni: la pm Paola Conti chiede una condanna a quattro anni, il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone lo assolve con formula piena in primo grado, con la formula “perché il fatto non sussiste”. 

A processo il custode del cimitero di Capodimonte, imputato di “induzione indebita a dare o promettere utilità”.

Si tratta di un dipendente comunale in servizio dalle 7 alle 13 che, secondo l’accusa, avrebbe chiesto soldi ai parenti dei defunti per effettuare nelle ore pomeridiane l’esumazione delle salme al costo di 300 euro l’una. E i compaesani avrebbero pagato, perché altrimenti avrebbero dovuto rivolgersi alle pompe funebri dei paesi vicini con tutti i disagi e gli oneri del caso. Una sorta di imposizione, secondo il sostituto procuratore Paola Conti, titolare dell’inchiesta.

Denaro che si sarebbe fatto consegnare in contanti senza rilasciare alcuna ricevuta, come confermato da due testimoni dell’accusa. Entrambi avrebbero fatto domanda al comune, pagando solo una marca da bollo. Entrambi avrebbero pagato il custode 300 euro. 

L’inchiesta risale al 2016, ma i soldi al camposantiere per le estumulazioni  sarebbero stata una prassi vecchia di mezzo secolo. “Quando feci domanda al Comune per fare il custode del cimitero, 40 anni fa, usava già dare una mancia al camposantiere. Siccome non ci sono pompe funebri in paese, hanno continuato a rivolgersi a me per comodità”, ha spiegato l’imputato nell’udienza del 6 febbraio, sottoponendosi a interrogatorio.

“Le estumulazioni le facevo con una squadra di quattro ragazzi, tutti dipendenti comunali, poi, tolte le spese, se avanzava qualcosa ci andavamo a fare le cene, a mangiare il pesce. C’erano da comprare il disinfettante per i loculi, le tute di carta usa e getta, i guanti, il cemento. Le facevamo nel pomeriggio, a tempo perso, fuori orario lavorativo. Sapevamo di non poter prendere i soldi, infatti se uno non poteva lo facevamo gratis. Chi poteva dava 300 euro, ma anche 150 o 200 euro, a seconda delle possibilità. Io dicevo a tutti di sentire anche le pompe funebri “, ha proseguito.

La “tariffa” sarebbe stata di 300 euro. Ma secondo i testimoni citati dal difensore Paolo Delle Monache il camposantiere non avrebbe preteso denaro.

Silvana Cortignani

 


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