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Uccise la madre, condannato a quindici anni Ermanno Fieno

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Delitto di via Santa Lucia - Ermanno Fieno

Delitto di via Santa Lucia – Ermanno Fieno

Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno

Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno

Viterbo – Condannato a 15 anni e tre anni di libertà vigilata Ermanno Fieno.

Il 28 novembre 2017, uccise la madre con un attizzatoio dopo la morte per cause naturali del padre e avvolse i cadaveri dei genitori nel cellophane tenendoli nascosti per due settimane nella loro camera da letto.

Oggi è stato condannato a 15 anni di carcere e 3 anni di libertà vigilata per omicidio volontario e occultamento di cadaveri, cinque anni meno di quanto chiesto dalla pm Chiara Capezzuto, il figlio 46enne di Gianfranco e Rosa, i coniugi di 83 e 77 anni i cui corpi sono stati rinvenuti il 13 dicembre 2017 al civico 25 di via Santa Lucia, nell’omonimo quartiere sulla Teverina.

La procura aveva chiesto 30 anni, riconoscendo l’aggravante del rapporto di parentela, pena diminuita di un terzo a 20 anni per via del rito scelto dal difensore Roberto Massatani, l’abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. E infine ulteriormente ridotta dal gup Cialoni.

“Una sentenza giusta, anche se non è stata riconosciuta la seminfermita”, commento a caldo dell’avvocato Massatani.

L’uomo, detenuto a Mammagialla da tredici mesi, oggi ha lasciato per la quarta volta il carcere, per prendere parte all’udienza in tribunale, scortato in aula dalla polizia penitenziaria.

In aula era presente anche il procuratore capo Paolo Auriemma.

Fieno fu catturato mentre tentava di fuggire in Francia, due giorni dopo il macabro ritrovamento dei corpi dei genitori.

Bloccato due giorni dopo il ritrovamento dei cadaveri dei genitori alla stazione di Ventimiglia, mentre cercava di fuggire in Francia, il 46enne è stato arrestato con l’accusa di duplice omicidio, fino a quando l’autopsia non ha confermato la morte naturale del padre e violenta della madre, uccisa dal figlio con un attizzatoio da camino.

“Un uomo dall’indole solo apparentemente mansueta”, secondo gli inquirenti. “È evidente – aveva scritto il gip Francesco Rigato nell’ordinanza d’arresto – l’assenza di freni inibitori in capo all’indagato che non solo era abituato a mentire ai genitori in merito alle proprie condizioni economiche e lavorative, ma ha dimostrato di saper ben mentire ripetutamente anche ai fratelli”.

Una personalità dai molti lati oscuri quella di Ermanno Fieno, che hanno condotto l’uomo all’assassinio della madre e poi al comportamento adottato nei giorni successivi.

Dalla telefonata all’agenzia di pompe funebri fatta verso le 17 del 28 novembre 2017 per ordinare i funerali del padre, disdetti nel giro di pochi minuti, alla vettura noleggiata il 2 dicembre, forse per disfarsi dei cadaveri.

Dalla decisione di avvolgere i cadaveri nel cellophane alle bugie raccontate al fratello e alla sorella, a partire dal 6 dicembre, per giustificare le mancate risposte al telefono dei genitori.

Infine la foto postata su facebook alle ore 16,23 del 12 dicembre – il giorno prima del ritrovamento dei cadaveri, con cui ha convissuto per due settimane sotto lo stesso tetto – del libro horror “Il grande dio Pan” di Arthur Machen, col commento: “Dicono sia il libro più terrificante mai scritto, vediamo se è davvero così”.

Silvana Cortignani


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