Viterbo – “Il primo bilancio dell’era Arena è ordinaria amministrazione. Vuoto. Senza anima né visione”. Chiara Frontini (Viterbo 2020), a conti fatti e ad approvazione acquisita, è netta.
“È inutile, lontano dai bisogni dei cittadini e vicino solo alle esigenze di partiti”. Viterbo 2020 ha provato a dare il suo contributo. “Con una scelta chiara – osserva Frontini – raccontare una città diversa, una città che coniuga sogno e concretezza, visione e pragmatismo, attraverso 11 emendamenti per proiettare Viterbo nel cuore della Tuscia e recuperare con chiarezza e decisione il proprio ruolo di traino dello sviluppo territoriale”.
È andata male. Tutti respinti. Rimane la manovra del centrodestra.
“Un bilancio che aumenta le tasse – insiste Frontini – Tari e acqua, in barba alla promessa elettorale di riduzione della Tari e abrogazione dell’aumento del 15% alla prima scadenza possibile.
Spero che questo sia da monito ai viterbesi che ancora credono alle promesse di chi si fa eleggere e poi non le mantiene”.
Il conto per la città aumenta. “Crescono le consulenze, la giunta costerà 300mila euro in più in 5 anni. Soldi che potevano essere investiti meglio, piuttosto che finire in stipendi ai politici”.
Mentre la parte progettuale il centrodestra l’aveva relegata a un unico emendamento. Quello sulla vendita degli immobili, il cui ricavato avrebbe consentito di reperire risorse.
“Ma è stato ritirato per una svista da dilettanti – incalza Frontini – che ha dimostrato almeno come qualcuno le carte le studi”. È stata la consigliera Letizia Chiatti per prima a notare che qualcosa non andava.
“Quell’emendamento che metteva in vendita la chiesa della Pace, un pezzo fondamentale della storia e dell’identità della nostra città. Quale che sia la ragione, dolosa o colposa, resta ed è di una gravità inaudita, anche qui a dimostrazione che la competenza e l’esperienza, che avrebbero dovuto essere dei punti di forza di questa maggioranza, sono ben lontane dall’essere caratteristiche proprie di Arena e della sua giunta”.
Un bilancio con grandi assenti: “Mancano il sociale, gli ex comuni, il commercio del centro storico – conclude Frontini – il terzo settore, le associazioni, la disabilità, la povertà. Ogni emendamento, ogni proposta presentata su questo è stata rispedita al mittente senza neanche riconoscere la dignità di innescare un dibattito sui temi, sulle idee”.
