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“Via Francigena offuscata da incuria e abbandono…”

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La Via Francigena Cimina

La Via Francigena Cimina

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Percorrendo la Via di Sigerico con pellegrini milanesi, superato il borgo di Capranica ci siamo inoltrati nella bellissima Valle Tinozzà.

Qui il maltempo dello scorso autunno ha abbattuto numerosi alberi: in almeno sei punti il percorso è quasi completamente ostruito da tronchi e rami, il che costringe i pellegrini a strisciare sul terreno, attraverso la vegetazione, dopo aver tolto gli zaini dalle spalle. Le passerelle di attraversamento del corso d’acqua sono quasi impraticabili.

Proseguendo verso Sutri piccole discariche abusive fiancheggiano il sentiero.

Arrivati agli Arraggiati, cartelli segnaletici illeggibili e usurati fanno brutta figura di sé davanti allo scenario della rupe sutrina.

La Via Francigena è percorsa da decine di migliaia di persone ogni anno, ma in queste condizioni la bellezza degli ultimi 100 chilometri – nonostante la ricchezza in termini naturalistici e archeologici – è tristemente offuscata, a differenza di quanto accade sul Cammino di Santiago.

I viandanti si chiedono il motivo dell’incuria e dell’abbandono di un percorso europeo di fama mondiale.

La Regione Lazio è a conoscenza di simile stato, ma i comuni più meridionali della provincia di Viterbo sono consapevoli delle condizioni in cui versa la Via Francigena?

Sempre più spesso vengono organizzati pomposi convegni per esaltarne l’importanza, dimenticandosi però della sua manutenzione.

La maggior parte di coloro che percorrono la Francigena nel tratto italiano si ferma in Toscana, dove tutto il percorso è perfettamente segnalato, manutenuto e dove anche il più piccolo villaggio ha il suo punto informativo.

Cosa deve aspettare ancora il pellegrino etrusco, una nuova elezione?

Pietro Labate
Guida escursionistica ambientale e pellegrino


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