Londra – La polizia britannica ha arrestato Julian Assange.
Il fondatore di Wikileaks si trovava ospite dal 2012 dell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove nella mattinata gli uomini di Scotland Yard lo hanno prelevato in seguito al ritiro dell’asilo politico da parte del presidente di Quito, Lenin Moreno.
Su Assange, ricorda Repubblica, pende un mandato d’arresto segreto emesso dalle autorità statunitensi. Dal 2010, infatti, l’attivista e programmatore australiano è sotto inchiesta per la pubblicazione di documenti riservati del governo americano.
Nel 2012 il fondatore di Wikileaks è stato anche denunciato per stupro da una donna svedese, ma l’inchiesta è stata archiviata nel 2017.
Il ministro degli Esteri inglese, Jeremy Hunt, ha dichiarato che “Julian Assange non è un eroe e nessuno è al di sopra della legge”. Il presidente ecuadoriano Moreno ha spiegato invece che la decisione di revocare l’asilo al fondatore di Wikileaks è venuta “a seguito di ripetute violazioni delle convenzioni internazionali e dei protocolli della vita quotidiana”.
Preoccupazione è stata espressa dalla Russia e anche dal sottosegretario agli Esteri italiano, Manlio Di Stefano. “L’arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà – ha scritto su Facebook – è una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà. WikiLeaks ci ha permesso di aprire gli occhi su violazioni costanti e sistematiche di sovranità nazionale, su ingerenze indebite, su violazioni di diritto internazionale e umano. Altro che arresto, andrebbe premiato”.
