Tuscania – Arrestato il 30 maggio dell’anno scorso con la pesantissima accusa di avere massacrato di botte i genitori, un quarantenne di Tuscania, Alberto Tondi, è stato assolto mercoledì dal giudice Silvia Mattei.
“Sono stato arrestato e allontanato da mio figlio da innocente”, dice. Assolto dall’accusa di avare picchiato i genitori, Alberto Tondi chiede aiuto: “Ho bisogno di un lavoro”. L’uomo,vedovo, è l’unico punto di riferimento, oltre ai nonni, per il bambino. Ma se non può dimostrare di poterlo mantenere, rischia di perderlo per sempre.
Il quarantenne, difeso dall’avvocato Tiziana Maracci, nel frattempo si è fatto due mesi agli arresti domiciliari, dal 30 maggio al 24 luglio dell’anno scorso, e si è visto sospendere anche la potestà genitoriale sul figlio minore, con il qualeTondi, rimasto vedovo, da un anno può avere soltanto incontri protetti, alla presenza delle assistenti sociali.
Non solo. Si è anche visto venir meno i lavoretti che gli venivano affidati nel piccolo centro in cui vive, a causa della accusa di avere picchiato i genitori.
A salvarlo dal carcere fu la nonna, che scrisse un’accorata lettera al gip Francesco Rigato, il giorno dell’udienza di convalida del fermo, offrendosi di accogliere lei il nipote in casa per i domiciliari, pur di non saperlo a Mammagialla.
Adesso che ha dimostrato di essere innocente ed è stato assolto dall’accusa di lesioni personali aggravate, Tondi vorrebbe tornare a vivere con suo figlio, Ma per farlo, gli serve uno stipendio.
“E’ vero, quel giorno avemmo una discussione in famiglia, ma non ho mai messo le mani addosso a mio padre e a mia madre”, spiega il quarantenne, sperando che la sentenza di assoluzione lo riabiliti agli occhi del paese.
“Quest’anno è stato terribile, sono stato separato senza colpe da mio figlio e sono rimasto senza lavoro. Faccio appello ai miei compaesani perché tornino a darmi fiducia, adesso che il processo si è concluso con la dimostrazione della mia innocenza. Ho bisogno di un impiego per mantenere mio figlio e poter chiedere che mi venga nuovamente affidato al tribunale per i minori. Io e lui siamo rimasti soli, dopo la morte della mamma. E entrambi siamo stati vittime di una situazione più grande di noi. Chiediamo aiuto a chiunque possa darci una mano per superare questo periodo, tornare insieme e cercare di dimenticare questa tremenda esperienza”, conclude Tondi.
I genitori, in seguito all’accesa discussione, furono entrambi medicati dai sanitari del pronto soccorso, con prognosi di quattro e sette giorni. A dare l’allarme, facendo intervenire i carabinieri, fu invece una vicina allarmata dalle grida.
Silvana Cortignani
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