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“Il mio bimbo è precipitato dallo scivolo ed è finito in rianimazione…”

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Viterbo – “Siamo orgogliosi di questo parco, ma adesso ci sentiamo abbandonati”. A parlare è Veridiana Zannoni, residente del Carmine. Ieri pomeriggio gli abitanti del quartiere si sono tutti riuniti spontaneamente nel parchetto del Carmine. Quello sotto casa, quello dove i bambini passano le ore del pomeriggio, quello dove le signore e le mamme portano i nipoti e i figli. Un punto di passaggio e di svago per tutti. Sono arrabbiati i residenti. 

“Siamo orgogliosi di questo parco, ma adesso ci sentiamo abbandonati – dice Veridiana – Io sono caduta due volte in questo parchetto, nel camminatoio. Non sono mai andata in ospedale, ma ho ancora le ginocchia scorticate e i segni sulle mani. Mi ha salvato la borsa che avevo davanti perché quando sono caduta mi ha protetto il viso. Questi camminatoi vanno sistemati”. Veridiana dice di aver segnalato il problema ma nessuno ha cercato di aiutarla. “Mi hanno risposto ‘non passate per quel parco’ – dice la signora -. Ma se vengo al giardino da dove passo? Volo? Ancora non so volare”. I camminatoi non sono piani, il mattonato è rotto. A colpo d’occhio l’erba è molto alta. Le radici degli alberi fuoriescono dal terreno e lo rendono scosceso. Ad alcune giostre mancano le protezioni necessarie e la manutenzione. Mozziconi di sigaretta sono a terra. E manca l’illuminazione, di sera il parco è al buio. 

Viterbo - Il sit in al parco del Carmine

Nel mese di marzo un bambino è caduto dallo scivolo ed è stato trasportato in eliambulanza al Gemelli. Stava giocando con i suoi amici quando ha perso l’equilibrio ed è caduto dal ponte della struttura dello scivolo perché privo di protezione. Una caduta accidentale in seguito alla quale il bambino avrebbe lamentato dei dolori al rene. Il piccolo per fortuna oggi sta bene, ma per qualche tempo è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica.  Al rene, fortunatamente, avrebbe avuto solo un trauma. A parlare è la mamma che oggi può comunque tirare un sospiro di sollievo. Mostra le protezioni mancanti dello scivolo da cui è caduto suo figlio. “Il giardino è nel degrado totale. Erba alta e giochi rotti – dice Fabiana Gervasio – anche le panchine sono rovinate. Noi veniamo qui tutti i giorni, il parco è per i bambini e dovrebbe essere funzionale al 100%”. Aggiorna poi sulla salute di suo figlio: “Ora sta meglio, deve fare ancora tutti i controlli. Non può correre per almeno altri quattro mesi. Chiediamo che tutti i giochi vengano aggiustati perché nessuno si deve far male per giocare. Mio figlio è precipitato dallo scivolo ed è finito in rianimazione”.

Nei mesi anche un’altra signora è caduta mentre stava tornando dal supermercato. “Ho battuto la testa e mi hanno dovuto mettere cinque punti in fronte – racconta Clementina Sembrato -. Mi hanno ricoverata”. I residenti del Carmine si sono riuniti nel Comitato spontaneo del Salamaro. Andrea Cutigni, che ne è referente, spiega che gli ultimi lavori fatti “sono quelli relativi alla staccionata di recinzione, ma parliamo di lavori dell’amministrazione Marini”. Attorno a lui si riuniscono i residenti per protestare e chiedere di essere ascoltati. 

Viterbo - Il sit in al parco del Carmine

“Ci piacerebbe che questo parco diventasse vivibile. I residenti dovrebbero godersi questo verde. Non è che possiamo venire qua e stare attenti a come ci muoviamo e a dove mettiamo i piedi – dice Andrea Cutigni –. I problemi sono le giostre rotte, i camminatoi scoscesi, le siepi e gli alberi da potare. Anche l’illuminazione è carente, di notte questo parchetto è terra di nessuno. Questo è un quartiere popolare, almeno 50 persone al giorno ci passano e sono soprattutto bambini. Che tipo di sicurezze vogliamo dargli? Se continuiamo così i bambini non verranno più a giocare qua. E di chi sarà questo parco? Oggi si sono fatti male due signore e un bambino e magari domani ci viene qualcuno a bucarsi. Bisogna curarlo”. Il degrado ci spiegano che è ormai presente da qualche mese. “Da maggio/giugno scorso questo parco non è più curato”, specifica Cutigni. 

Un’altra signora spiega che “nessuno della nuova amministrazione è stato mai visto in questo parco, nessuno si è interessato”. Alcune signore dicono di “avere paura a passare di qua”. Un papà dice che “spesso ci sono bisogni di animali ovunque”, ma un’altra signora risponde che “purtroppo non riusciamo a pulire i bisogni dei nostri animali per via dell’erba troppo alta”. Quello che i cittadini chiedono è quindi un intervento tempestivo per mettere in sicurezza e rendere vivibile un parco che dovrebbe essere un bene di tutti. Due i cartelli portati in strada dai residenti. “Un parco da vivere, non per sopravvivere”, recita uno. Un altro: “Questo è il vostro modello di sicurezza”. A intervenire anche una residente, Maria Chiara Brenciaglia, che ricorda che nel 2013 era stata fatta una petizione per il recupero dei parchi gioco e del verde pubblico di Viterbo. 

Viterbo - Il sit in al parco del Carmine

Gli anziani del quartiere ricordano anche che “era stata promessa una casetta di legno, poco distante dal parco, un luogo dove ci potevamo riunire e magari giocare a carte”. La struttura non è stata costruita e loro la vorrebbero “come punto di ritrovo e anche per sentirsi più sicuri”. Qualcun altro chiede poi che vengano fatte delle recinzioni. “Bisognerebbe separare l’area di gioco dei ragazzi grandi da quella dei più piccoli – dice una signora -, spesso arrivano pallonate e potrebbero colpire qualcuno”. Una mamma infine aggiunge che l’incuria riguarda un po’ tutte le strade del Carmine: “Venite in via Castel di Fano a vedere quanto è alta l’erba”. 

Maurizia Marcoaldi


Multimedia: Gallery: Sit in al parco del Carmine – Video: Bimbo giù dallo scivolo, la madre: “Non potrà giocare per quattro mesi”


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