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Elezioni europee 2019, prima volta al voto da elettrice per Sara Buono

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Sara Buono

Sara Buono

Europee 2019 - La prima volta al seggio di Sara Buono

Europee 2019 – La prima volta al seggio di Sara Buono

Europee 2018 - La prima volta al seggio di Sara Buono

Europee 2019 – La prima volta al seggio di Sara Buono

Montefiascone – “Il mio primo voto con dignità ❤️🙌“. Così alle ore 10,18 di domenica 26 maggio 2019, giorno dell’appuntamento con le elezioni europee, Sara Buono ha festeggiato la sua prima volta alle urne da Sara. Pubblicando il post su Facebook, allegato alla foto della sua tessera elettorale “rosa”.

Alle politiche del 4 marzo 2018, nonostante il delicato “passaggio” fosse stato già effettuato da mesi, Sara ha rinunciato a votare perché sulla sua tessera elettorale compariva ancora con la sua identità anagrafica precedente all’operazione. Maschile. 

“Non ho votato per vergogna”, spiegava l’anno scorso Sara Buono, la parrucchiera transessuale 36enne di Montefiascone, amareggiata per essersi ritrovata suo malgrado iscritta ancora tra gli elettori e non già tra le elettrici. Una battaglia epocale la sua, a fronte di un iter burocratico per cambiare sesso dai tempi biblici, che avrebbe scoraggiato chiunque. 

E adesso che tutto è finito Sara, viterbese d’adozione ma d’origine napoletana, sempre tramite Facebook, pubblica anche un altro post da non sottovalutare.

“Appena ripresa mi batterò con tutte le mie forze per combattere i diritti TRANS parola mia ❤️ buona notte”, scriveva la notte dello spoglio.

Allegando l’impegno a una post di Azione Trans che dice: “In Italia esercitare il proprio diritto di voto per le persone trans può essere un incubo, oltre che una discriminazione. Ancora oggi le file ai seggi sono infatti divise per sesso, e questo crea spesso problemi alle persone trans laddove non abbiano cambiato i documenti. Un ordine del voto secondo canali ed ordine alfabetico (AL – MZ) potrebbe ridurre il danno, che spinge molte persone trans a non esercitare un proprio innegabile diritto. Quest’anno non rinunciare ad andare a votare. Segnalaci qualsiasi episodio di imbarazzo, intollerenza e discriminazione. Il tuo voto per #vototrans”.

A giugno 2017, in attesa da ben due anni del via libera del tribunale di Viterbo alla sua istanza di dare definitivamente addio all’attuale identità maschile, Sara non aveva esitato a raccontare a Tusciaweb la sua storia per sensibilizzare la giustizia ad occuparsi più velocemente del suo caso e degli altri come il suo. 

“Chiedo solo di poter cambiare subito i dati anagrafici da maschili a femminili sui documenti, già prima dell’operazione. Sono Sara, ma per la legge mi chiamo Salvatore, nonostante da due anni io sia in terapia ormonale, in vista dell’intervento all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, e abbia ormai l’aspetto di una ragazza. E’ una situazione incresciosa e per me molto imbarazzante”.  

Il via libera definitivo è arrivato l’11 maggio 2018, grazie all’impegno in prima persona, tra gli altri della presidente del tribunale di Viterbo, Maria Rosaria Covelli. 

Silvana Cortignani

 


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