Bologna – “Il fascismo non è idea ma un crimine”. Queste le parole di Maurizio Landini (Cgil) al corteo dei sindacati a Bologna per il primo maggio.
Oltre 30mila persone sono scese in piazza questa mattina per prendere parte al corteo della manifestazione nazionale dei sindacati per il primo maggio a Bologna. Ad annunciarlo gli stessi organizzatori dal palco in piazza Maggiore mentre era in corso il comizio tenuto da Cgil, Cisl e Uil.
Il corteo ha attraversato il centro della città. In testa lo striscione ‘La nostra Europa: lavoro, diritti e stato sociale’ con i tre leader nazionali Maurizio Landini (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil).
Landini nel suo messaggio si è rivolto al ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Se vuole rispettare la costituzione su cui ha giurato non deve chiudere i porti – ha detto -, ma deve chiudere le sedi di Casapound”.
Il segretario ha poi ripercorso la storia, facendo riferimento alle leggi razziali, alla guerra, agli arresti di coloro che la pensavano diversamente. “Il fascismo – ha aggiunto – non è un’idea, il fascismo è un crimine e lo dobbiamo ricordare sempre”.
Poi i sindacati sono tornati su temi come quota 100 e reddito di cittadinanza. “Hanno cercato di farci dire che siamo contro quota cento e reddito di cittadinanza – ha detto Carmelo Barbagallo -. Noi non siamo contro, ma vorremmo correggerne gli errori. Dobbiamo incontrarci per contrattare. Noi siamo pronti a sederci intorno a un tavolo, dal governo battano un colpo”.
Presenti, tra gli altri, anche l’ex leader Cgil Susanna Camusso.
