Viterbo – Un altro crimine feroce in pieno centro storico. gli abitanti: “Abbiamo paura…”.
A pochi giorni dallo stupro nel pub di CasaPound, un’altra tragedia ha colpito il quartiere di San Faustino.
Un pomeriggio, quello di ieri, che gli abitanti del quartiere difficilmente riusciranno a dimenticare perché ancora una volta il centro è stato lo scenario di un delitto atroce.
Intorno all’ora di pranzo di venerdì Norveo Fedeli, proprietario del negozio di abbigliamento in via S. Luca, è stato barbaramente ucciso all’interno del suo locale.
A fare la scoperta è stata una vicina che, trovando la porta del negozio semiaperta ad un orario insolito, si è insospettita ed è entrata trovando Fedeli a terra in un lago di sangue.
In un attimo la via è stata affollata da forze dell’ordine, sanitari del 118, parenti e da un intero quartiere.
Tutti conoscevano Fedeli, commerciante storico, stimato, apprezzato e molto conosciuto in città.
A pochi metri dal negozio c’è la casa dove viveva e dove per ore parenti e amici si sono stretti attorno al figlio Pierluigi e alla moglie, straziati dal dolore.
Più volte i sanitari del 118 presenti sul posto sono saliti per prestare cure e sostegno alla donna.
Nessuno sembra aver visto niente ma le voci che si sono rincorse per tutto il pomeriggio sono state tante.
In molti hanno detto che l’uomo è stato ucciso con uno sgabello, altri che è stato usato un coltello. Ma il tutto è attualmente al vaglio degli inquirenti che faranno chiarezza con le loro indagini.
Su una cosa, però, i cittadini sembrano concordare: “Tra i vicoli del centro storico e, in particolare del quartiere San Faustino, non si riesce più a vivere in pace. Abbiamo paura. Queste cose a Viterbo non erano mai accadute”.
“Una volta lasciavo la porta di casa aperta, senza chiavi. Nessuno toccava niente. Viterbo è sempre stata una città tranquilla. Sicura. Ora è peggio di Napoli”, si lamenta una donna anziana. “San Faustino, questa parte di centro storico, sono diventati pericolosi. Invivibili. La paura delle persone è evidente. Ogni giorno accade qualcosa: risse, furti, liti. Non ne possiamo più”, dice un signore che abita a pochi passi dal luogo dell’omicidio.
Troppo spesso negli ultimi anni questa parte della città e l’intero centro storico sono diventati scenario di risse, spaccio, aggressioni, del recente stupro nel pub di CasaPound e, quasi un anno fa, di un altro omicidio, quello perpetrato nei confronti di Daniele Barchi, in via Fontanella del Suffragio.
“La paura è palpabile, specialmente sapendo che il responsabile è ancora in giro da qualche parte. E sapere che poteva succedere a chiunque nei dintorni o a qualche altro negoziante, fa venire i brividi. Specialmente in un momento in cui gli abitanti del quartiere e tutta la città sono ancora scossi dallo stupro nel pub di CasaPound, a piazza Sallupara” commenta una donna.
Sgomenti anche i bambini che frequentano l’istituto comprensivo Carmine che all’uscita dalla scuola, trovandosi davanti forze dell’ordine e 118, si sono guardati intorno spaesati e preoccupati da ciò che stava accadendo.
E preoccupante è che, in un orario così affollato e proprio vicino a una scuola, l’assassino abbia agito indisturbatamente.
“Io la sera non scendo più nemmeno per buttare l’immondizia” afferma una ragazza. “Nel centro storico non si vive più. Qualche giorno fa lo stupro, oggi un omicidio, ma cosa sta succedendo in città?”.
Intimoriti anche i negozianti della zona che oggi dovranno tornare ad alzare le saracinesche e riprendere la normale attività.
Elisa Cappelli
Multimedia: Videointervista: Parla la prima donna entrata nel negozio – Video: Omicidio in via San Luca – Commerciante ucciso a sprangate – Il sindaco: “Vittima trovata in un lago di sangue” – Fotocronaca: Negoziante ucciso a sprangate – Negoziante trovato morto in via San Luca – Omicidio in via San Luca



