Viterbo – (sil.co) – Commerciante ucciso in via San Luca, a distanza di una settimana dal delitto il negozio resta chiuso.
Ieri i funzionari dell’ambasciata americana di Roma hanno fatto visita al cittadino statunitense reo confesso dell’assassinio di Norveo Fedeli, il 22enne Michael Aaron Pang, in carcere.
La visita è servita per verificare le condizioni del ragazzo.
Pang è in isolamento. I funzionari hanno incontrato anche gli avvocati difensori e hanno chiesto di essere aggiornati sullo sviluppo del caso del loro connazionale.
Nel frattempo, a giorni, è attesa la nascita della nipotina della vittima. “Speriamo che porti un po’ di serenità”, commenta il legale della famiglia, confermando il prossimo lieto evento.
Sulla cancellata in ferro battuto e sulla porta della storica jeanseria, che sta lì da quasi cinquant’anni, ci sono ancora i sigilli messi dalla squadra mobile su disposizione della procura. Impossibile dire quando sarà restituito alla famiglia della vittima.
L’inchiesta non è conclusa e gli inquirenti, dopo la confessione dell’omicida, potrebbero disporre ulteriori accertamenti tecnici, per ricostruire con esattezza la dinamica di quanto è accaduto all’interno della boutique dove il 3 maggio è stato barbaramente ucciso Norveo Fedeli, vittima a 74 anni di un grafico 22enne americano, Michael Aaron Pang, catturato dopo meno di 24 ore dai carabinieri a Capodimonte, sul lago di Bolsena, dove viveva da metà febbraio. Per la chiusura dell’indagine sono inoltre attesi gli accertamenti affidati alla guardia di finanza sulla carta di credito di Pang, il cui blocco avrebbe scatenato l’aggressione da parte del giovane, secondo il quale doveva esserci una disponibilità di almeno un migliaio di euro, sufficienti a saldare il conto di circa 600 euro per gli abiti comprati.
A giorni, nel frattempo, è attesa la nascita della primogenita del figlio della vittima, la nipotina che il nonno non vedeva l’ora di stringere tra le braccia. Un fiocco rosa per la famiglia Fedeli in lutto.
“Speriamo che il lieto evento della nascita della bambina possa portare un po’ di serenità in un momento così doloroso per tutti”, auspica l’avvocato Fausto Barili, pronto a costituirsi parte civile al processo che, data l’accusa di omicidio volontario aggravato, in base alla nuova normativa sarà celebrato davanti alla corte d’assise.
Sul marciapiede davanti all’ingresso ancora una valanga di fiori, a spezzare la normalità apparente della strada.
Via San Luca, tra piazza del Teatro e piazza della Rocca, è familiare ai viterbesi. E’ la traversa di via Matteotti, parallela a via Marconi, che, congiungendosi con via Edmondo De Amicis, porta dritti al Sacrario, a piedi o in macchina. Affollata, all’ora di punta, dagli studenti delle vicine scuole elementare e media, le Monachelle e la Bonaventura Tecchi. La boutique Fedeli, dal lontano 1975, fa angolo con l’incrocio di via del Pavone, che conduce in piazza San Faustino, nel cuore dell’omonimo quartiere del centro storico, il più multietnico di Viterbo.
Ironia delle sorte. A commettere il delitto è stato proprio uno straniero, ma non uno dei tanti residenti nella zona, bensì un americano d’origine coreana, nato a Seoul il 22 marzo 1997 e cresciuto a Overland Park, una città di 180mila abitanti vicina a Kansas City, nell’omonimo stato degli Usa, dove ha frequentato il college per poi iscriversi all’università.
Da una settimana è recluso a Mammagialla con l’accusa di rapina aggravata e omicidio volontario aggravato. Ha colpito l’anziano a colpi di sgabello, lo ha trascinato morente sul pavimento e lasciato in fin di vita dietro il bancone.
“Un ragazzino dai tratti somatici fanciulleschi, che saluta con l’inchino, suona il violino ed è religiosissimo”, lo hanno descritto i difensori. “Chiedo perdono alla famiglia della vittima e a tutta la città di Viterbo”, ha detto durante l’interrogatorio di garanzia. “Era sincero”, secondo gli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi, i quali potrebbero chiedere la perizia psichiatrica per quel ragazzo che non spiccica una parola di italiano e che per parlare con la gente usava il traduttore simultaneo del telefonino.
Per il gip Savina Poli, che ha confermato la prigione, era “lucido” al momento del delitto e “socialmente pericoloso”. Per la famiglia, che ha parlato tramite l’avvocato Barili, “un crimine efferato, un brutale omicidio”.
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Fotocronaca: Viterbo alza la testa – Michael Aaron Pang – I funerali di Norveo Fedeli – La città saluta Norveo Fedeli – Omicidio Fedeli, il presunto killer prima e dopo il delitto – Omicidio Fedeli, i media Usa – Omicidio in via S. Luca, il fermato viene portato in carcere – Il fermo del presunto omicida di Norveo Fedeli – Negoziante ucciso a sprangate – Negoziante trovato morto in via San Luca – Omicidio in via San Luca
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