Capranica – (sil.co.) – Gli trovano in casa un cartello stradale di “Stop” del comune di Bracciano, finisce sotto processo per ricettazione. Potrebbe trattarsi di provento di furto, secondo l’accusa. Ma un coniglio in gabbia potrebbe salvare l’imputato.
Nel frattempo, ieri, non è servito alla difesa dire “era solo un rottame ferroso, del valore da nuovo di 40-60 euro” per ottenere l’assoluzione ex articolo 129. Secondo il legale, inoltre, non essendoci prova che sia provento di furto, il cartello stradale potrebbe anche essere stato buttato in una discarica.
Il giudice Elisabetta Massini ha deciso di andare a fondo della vicenda e farsi spiegare da uno dei carabinieri che hanno effettuato la doppia perquisizione, una alla residenza e l’altra al domicilio dell’imputato, entrambi a Capranica, cosa sia successo il 17 marzo 2014.
Si è scoperto così che ad entrare in azione, su mandato della procura della repubblica di Civitavecchia, sono stati i militari della compagnia dei carabinieri di Bracciano.
“Le perquisizioni sono state disposte nell’ambito delle indagini relative al furto di una vettura Opel Kadett e degli oggetti che erano a bordo dell’auto”, ha spiegato il testimone, dicendo che in una stanza della residenza anagrafica dell’imputato hanno rinvenuto il cartello di “stop” sospetto.
“L’indagato non ha saputo dire da dove venisse la segnaletica, dietro la quale c’era scritto che ne era proprietario il comune di Bracciano. Nel cassone di un furgone a uso dell’uomo, invece, abbiamo rinvenuto del materiale ferroso, tra cui la carcassa di un motorino. E al domicilio, infine, abbiamo acquisito tutta la documentazione relativa alla vendita e allo smaltimento di altri materiali ferrosi”, ha spiegato.
La difesa, curiosamente e senza spiegare al momento perché, ha chiesto al testimone se in uno dei due appartamenti, la residenza anagrafica, ci fossero altre persone e una gabbia contenente un coniglio domestico. Di conigli domestici, però, il carabiniere non avrebbe visto traccia.
Al termine dell’udienza, non essendo emersa la provenienza del cartello ma solo la sua appartenenza al comune di Bracciano, il giudice Massini ha rinviato il processo al 27 gennaio 2020, per sentire il maresciallo che si è occupato delle verifiche e la madre dell’imputato.
Spetterà proprio alla madre dell’imputato, citata come teste dalla difesa, chiarire, prima della sentenza, l’importanza del collegamento tra la casa dove è stato trovato il cartello di “stop” e la residenza, certificata dalla presenza della gabbia, del coniglio.
