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“Pang era in trattative per rilevare un ristorante a Vetralla”

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Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang

Omicidio Fedeli - Michael Aaron Pang

Omicidio Fedeli – Michael Aaron Pang

Omicidio Fedeli - Michael Aaron Pang prima e dopo l'uscita dal negozio del delitto

Omicidio Fedeli – Michael Aaron Pang prima e dopo l’uscita dal negozio del delitto

Viterbo – Voleva rilevare un ristorante a Vetralla e sarebbe stato in trattative con il titolare di un’attività analoga tra via Marconi e piazza della Rocca per entrare in società con lui. Potrebbe essere uno dei testimoni che vuole sentire la difesa per chiarire i punti oscuri della vicenda, nonostante dopo la confessione di ieri il quadro indiziario sia chiaro.

Il desiderio di aprire un’attività in un settore come la ristorazione, che poco ha a che fare con le competenze di grafico pubblicitario dell’assassino reo confesso del commerciante 74enne Norveo Fedeli, è uno dei particolari emersi nelle ultime ore sulla vita di Michael Pang nel Viterbese.

Sarebbe il motivo per cui frequentava il quartiere di San Faustino, dove il suo destino ha incrociato tragicamente quello del titolare della jeanseria di via San Luca, barbaramente ucciso dal 22enne del Kansas, Stati Uniti, all’ora di pranzo di venerdì 3 maggio.

Nessun giallo della donna tedesca, invece. “Si tratta semplicemente di un’amica di famiglia che lo ospitava nella sua abitazione di Capodimonte, null’altro”, fanno sapere gli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi. La donna, madre di una bambina, non sarebbe inoltre tedesca, ma di nazionalità romena, anche se residente in Germania. 

“Pang era in trattative con la persona che ha un’attività alimentare a Viterbo, un locale, nella zona di via San Luca, perché stava cercando un socio con cui rilevare un ristorante a Vetralla. Anche per questo, ribadiamo che il movente del delitto, confessato dal giovane alla gip Savina Poli, non era la rapina. Lui era convinto di avere i soldi, c’era la possibilità di pagare, i familiari ci hanno inviato documenti dagli Stati Uniti che lo confermano, indaga la guardia di finanza. Ma la rapina non esiste, è successo qualcosa venerdì, la terza volta in una settimana che il 22enne si recava da Fedeli per quei vestiti che si era fatto mettere da parte. Qualcosa che ancora non si può dire perché intralcerebbe le indagini difensive. E non c’entrano le foto nel cellulare del commerciante, lui sapeva già che c’erano”, tornano a dire i legali del giovane.

“Ha suonato per cinque anni il violino, non significa niente e significa tutto”, hanno sottolineato i difensori di Michael Pang a margine dell’udienza di convalida del fermo, ieri, davanti al gip Savina Poli che oggi scioglierà la riserva e deciderà quale misura applicare al 22enne del Kansas, in isolamento da sabato nel carcere di Mammagialla.

“Suona il violino, fa volontariato, è molto credente. Non corrisponde all’impostazione psicologica del ragazzo, alla sua indole, questo tipo di violenza”, ribadiscono gli avvocati che, di fronte alla confessione e alla richiesta di perdono ai familiari della vittima e alla città, sperano di ottenere tutte le attenuanti, anche alla luce dell’inasprimento della normativa che per reati come l’omicidio volontario aggravato non prevede più da un paio di settimane, la possibilità di accedere al rito abbreviato e al relativo sconto di un terzo della pena. 

Silvana Cortignani

 

 


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