|
|
|
|
Montefiascone – “La Fiera del vino 2018 è costata 73mila euro”. Il consigliere della Lega Augusto Bracoloni nell’ultimo consiglio comunale sulle spese per la realizzazione della 60esima edizione.
Nell’assise di sabato mattina, nel punto riguardante le interrogazioni e le interpellanze, è nato un duro scontro tra maggioranza e opposizione sui costi della Fiera del vino 2018.
I consiglieri d’opposizione Giulia Moscetti (La città nuova), Augusto Bracoloni (Lega) e Rosita Cicoria (M5s) hanno chiesto a più riprese i reali costi della manifestazione che si è svolta nel lontano mese di agosto.
Prima ha risposto il capogruppo Sandro Leonardi poi l’assessore Massimo Ceccarelli sostenendo che nel rendiconto in mano alla minoranza mancano delle voci e dalle casse comunali sarebbero usciti circa trentamila euro.
Ma per l’opposizione la cifra spesa dalle casse comunali sarebbe decisamente maggiore.
“Dopo quasi un anno – ha detto Giulia Moscetti – abbiamo avuto finalmente i mastri delle entrate e delle uscite della scorsa edizione della Fiera del vino. Il consigliere Leonardi ha sempre sostenuto che era stata realizzata a costo zero ma dai documenti che ci avete consegnato non lo è”.
La consigliera de La città nuova, insieme a tutta l’opposizione, ha basato le sue dichiarazioni sul rendiconto della manifestazione datato 29 gennaio, lo stesso documento che è stato inviato alla Regione Lazio per la richiesta di un contributo.
“Quello che è stato mandato dal sindaco alla Regione – ha replicato il capogruppo Sandro Leonardi – è un preventivo che serve per avere un contributo. Quindi non è il bilancio”.
Poi è intervenuto l’assessore Massimo Ceccarelli, che si è prodigato nell’organizzazione della Fiera nel 2018.
“La Fiera ha consumato dalle casse del comune soltanto 30mila euro – ha spiegato Ceccarelli – che erano stati previsti come sponsor dalla Banca Cattolica. Nel prossimo consiglio vi darò le cifre dettagliate e vi porterò il resoconto degli ultimi cinque anni della Fiera del vino per fare dei confronti”.
Invece il consigliere Augusto Bracoloni (Lega) ha replicato che la differenza tra le entrate e le uscite sarebbe ancora maggiore.
“Se andiamo a prendere il rendiconto che ci è stato dato – ha spiegato il consigliere della Lega – e aggiorniamo i dati in base agli ultimi mastrini troviamo che le entrate sono diminuite da 49mila euro a 46mila mentre le uscite sono aumentate da 86mila a 90mila. Se andiamo a fare la sottrazione si evidenzia un costo a carico del bilancio del comune di 43mila euro a cui vanno aggiunti 6mila e 500 euro per l’iva di alcune fatture e altri 23mila per il progetto di produttività arrivando a un costo di 73mila euro”.
A queste affermazioni è nato una botta e risposta tra gli stessi Massimo Ceccarelli e Augusto Bracoloni.
“Rimango basito per questa polemica – ha detto Ceccarelli -. Negli ultimi anni non si è mai scesi sotto i 150mila euro di spesa” mentre Bracoloni ha aggiunto che “è una questione di trasparenza. Leonardi ha spiattellato che era a costo zero, mentre deve ammettere che non è vero”.
“Io non ho mai detto che è stata a costo zero – ha concluso Ceccarelli -“.
Infine chiamato in causa, è intervenuto il capogruppo della maggioranza Sandro Leoanrdi.
“Quel documento ci dice – ha spiegato Leonardi – che le entrate sono state 49mila euro e le uscite 86mila. Non ci prendiamo in giro. Se c’era il contributo della Banca Cattolica, come tutti gli anni, la manifestazione era a costo zero”.
Da qui è una una vera e proprio bagarre tra maggioranza e minoranza a colpi di urla e strilli. La diatriba si è conclusa con l’intervento di Rosita Cicoria (M5s).
“Massimo Ceccarelli – ha detto la consigliera – ha smentito Sandro Leonardi”.
Per mettere la parola fine sui costi della Fiera del vino 2018 si dovrà attendere il prossimo consiglio comunale quando, come anticipato dall’assessore Massimo Ceccarelli, verrà portato il rendiconto della manifestazione in maniera tale che tutti, dai consiglieri ai cittadini, potranno conoscere chi aveva ragione sulle spese sostenute per questa 60esima edizione.
Michele Mari


