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La ragazza non accusa il maestro Lino

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Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

L'avvocato Vincenzo Dionisi

L’avvocato Vincenzo Dionisi

 

Acquapendente – Setta “Qneud”, la presunta vittima non avrebbe accusato formalmente il “maestro Lino”. Non avrebbe detto di essere una schiava sessuale, durante oltre un’ora e mezza di incidente probatorio, pur rispondendo a tutte le domande.

Si è appena conclusa l’audizione protetta della 24enne di Monza la cui madre ha denunciato il santone napoletano Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, indagato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale dalla pm Paola Conti.

La giovane, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi, è stata sentita nella modalità dell’incidente probatorio dal gip Francesco Rigato, con la protezione di un paravento per evitare contatti, anche visivi, col suo presunto aguzzino.

In aula c’era anche Gaeta, sottoposto a divieto di avvicinamento a meno di 100 metri dalla donna, accompagnato dal legale d’ufficio Andrea Bernetti.

La deposizione della 24enne, in caso di processo, varrà come prova, evitando così alla presunta vittima di dover tornare a testimoniare.

Gli abusi sarebbero avvenuti, a partire dal 2017, ad Acquapendente, dove il 61enne ha fondato la comunità Qneud, acronimo di Questa non è una democrazia.

Nell’abitazione, di cui la 24enne avrebbe pagato l’affitto, veniva praticata la “psicomagia” teorizzata dallo scrittore cileno naturalizzato francese Alejandro Jidiriwsky, classe 1929.

Secondo la madre, Virginia Adamo, 44 anni, la figlia, che avrebbe conosciuto Gaeta a Bologna studiando Naturopatia, sarebbe stata plagiata e soggiogata, con la promessa di aiutare lei e altri giovani a creare una comunità.

Negli anni 60′ Jodorowsky è entrato in contatto con Pachita, una guaritrice messicana che favoriva la guarigione dei suoi pazienti attraverso metodi anti-convenzionali.

La psicomagia consiste nel proporre al “malato” di compiere un gesto simbolico, apparentemente illogico ma fortemente emotivo, tale da permettergli di cambiare punto di vista, attivando così la guarigione. 

Un’azione simbolica che parlando direttamente all’inconscio spezza l’abitudine e il modo di affrontare normalmente la vita per attivare una nuova consapevolezza interiore, presupposto indispensabile per guarire.

Uno degli esempi più noti è quello del ragazzo che si rivolse a Jodorosky lamentandosi della propria condizione economica. L’artista gli consigliò di attaccare due monete d’oro sotto alle scarpe, in modo tale che camminando potesse sentirne il tintinnio. In questo modo avrebbe potuto accedere finalmente alla ricchezza.

Daniele Camilli
Silvana Cortignani


Video: Parla il maestro Lino: “È solo una messinscena”


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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