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“La ricerca della verità nel processo penale ha natura dialettica”

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Massimo Pistilli

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Massimo Pistilli alla Tusciaweb Academy

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Massimo Pistilli

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Viterbo – Nuovo appuntamento per la Tusciaweb Academy, l’accademia di giornalismo promossa da Tusciaweb. Questa volta a incontrare i dieci iscritti al corso è stato l’avvocato Massimo Pistilli. Una lezione per parlare della procedura penale e degli aspetti maggiormente collegati alla professione del giornalista. Il tutto con un linguaggio chiaro, semplice e diretto che ha stimolato diverse domande da parte dei partecipanti all’appuntamento. Con una lezione cha entusiasmato i corsisti.

“La ricerca della verità nel processo penale ha natura dialettica”. Questo il punto di partenza di Massimo Pistilli. Questo il fil rouge di tutta la lezione. Un sistema dialettico reso possibile dalla tipologia accusatoria del processo. Pistilli ha infatti chiarito come il processo di tipo accusatorio, quello in vigore in Italia, sia “un meccanismo in cui accusa e difesa si affrontano in un contraddittorio imparziale, dove a giudicare è un giudice terzo e super partes e dove la prova si forma nel dibattimento con il contraddittorio”.

Tre le fasi del processo penale: indagini preliminari tenute dal gip, udienza preliminare tenuta dal gup e dibattimento. Fondamentale poi la figura del pubblico ministero che svolge le indagini preliminari in merito alle notizie di reato, esercita l’azione penale e svolge la funzione dell’accusa nell’ambito del procedimento penale.

La spiegazione poi nel dettaglio.

E’ nelle indagini preliminari che si mira ad acquisire le fonti di prova, che ancora prova non sono. In questa fase il pubblico ministero ha la possibilità di verificare se sussistono o meno le condizioni per l’esercizio dell’azione penale. Al termine delle indagini il pm può chiedere l’archiviazione al gip, depositare la richiesta di rinvio a giudizio formulando l’imputazione o citare, in alcuni casi, direttamente a giudizio l’imputato.

Fondamentale a questo punto la distinzione tra indagato e imputato. L’indagato diventa imputato nel momento in cui viene depositata la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti.

E una volta depositata la richiesta di rinvio a giudizio, il gip deve fissare l’udienza preliminare.

Importante anche la differenza tra il gip e il gup. “L’udienza preliminare è tenuta dal gup, che deve essere un magistrato che non ha svolto nello stesso processo le funzioni di gip”, ha spiegato l’avvocato Pistilli. In questa fase, che si svolge alla presenza dell’imputato, del pm e della persona offesa, si valuta nel merito l’accusa formulata dal pm. Al termine il gup deciderà se prosciogliere l’imputato o se rinviarlo a giudizio dibattimentale.

Tre i gradi di giudizio: sentenza di primo grado, appello e cassazione. Tra i punti approfonditi anche le misure cautelari, emesse dal gip espressamente per motivi di urgenza; la corte europea dei diritti dell’uomo che può dichiarare la violazione da parte della repubblica italiana della carta costituzionale e chiedere così la revisione del processo e in ultimo, ma non certo perché di ultima importanza, il principio che si basa sulla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Maurizia Marcoaldi


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