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Landolfi al 118: “Stavamo giocando e siamo caduti dalle scale, ma la botta più forte l’ho presa io…”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Ronciglione - Ragazza cade dalle scale e muore - I rilievi del Ris

Ronciglione – Ragazza cade dalle scale e muore – I rilievi del Ris

Ronciglione – “La mia compagna è caduta dalle scale”. Inizia così la telefonata di Andrea Landolfi Cudia, ricostruita da Chi l’ha visto?, al 118. Sono le 5,56 del 5 febbraio. Secondo il ragazzo, 30 anni, indagato dalla procura di Viterbo per omicidio e omissione di soccorso nei confronti della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, intorno alle 2 di notte lui e la compagna sarebbero scivolati dalle scale che portano alla mansarda della casa di sua nonna. A Ronciglione, dove stavano trascorrendo il fine settimana.

Una caduta accidentale, secondo Landolfi, dopo la quale la fidanzata avrebbe sbattuto la testa sul caminetto in pietra del salone. Stando sempre alla versione del 30enne, Sestina si sarebbe poi alzata andando a dormire. Per poi iniziare a perdere sangue da naso e orecchie, a rimettere e a vaneggiare.

Al 118 il ragazzo dice: “La mia compagna è cascata dalle scale. Stavamo sulla scala a chioccola. Ha perso i sensi. Ha rigettato. Ho provato a portarla… Parla, ma dice cose così. Non lo so, è cascata. Io per attutirla ho sbattuto il bacino. Sto con mio figlio. Ma io ho sbattuto sulla testa. Dietro, vicino al camino. Lei ha perso il sangue dal naso e dalle orecchie. Io so’ preoccupato, perché non me risponde. Io che debbo fa? Aiutateme, ve prego. Non me risponde, mi dice i numeri… La scala a chiocciola tutta l’abbiamo fatta, perché si è sbilanciata. Stavamo parlando, io stavo sulle punte. Stavamo giocando, scherzando. Io me so’ sbilanciato, lei si è retta su di me e io pe’ attutirla… Però purtroppo lei la botta l’ha presa e io la botta l’ho presa più forte. Però non lo so, lei evidentemente… Lei ha preso evidentemente… Non so se l’ha presa vicino alla schiena o vicino all’orecchio… Poi però da là l’ho riportata a c… Su… Ha rigettato quello che ha mangiato. Tutto. Però non ha rigettato sangue. L’ho curata, tutto quanto. Ci ho pensato. Le ho dato il Biochetasi, le ho dato l’acqua fredda e tutto quanto. Niente, me continua a di’… Non me… Mi dice i numeri, mi dice cose… So’ preoccupato. Io sto qua, non so che fa’… Mannaggia oh… Aiutateme, ve prego”.

Ma per i medici legali Mauro Bacci e Massimo Lancia, che hanno effettuato l’autopsia sul corpo di Sestina, c’è “incompatibilità tra le lesioni riportate” dalla ragazza “e un rotolamento sui gradini della scala”. Parlano di una “caduta libera in accelerazione dall’alto verso il basso e di un impatto con una superficie liscia e piana”. Con i risultati dell’autopsia in mano, il pm Franco Pacifici, titolare delle indagini, ha chiesto l’arresto in carcere per Landolfi. Ma il gip Francesco Rigato l’ha rigettata. Il magistrato però, convinto dell’impianto accusatorio, si è appellato al Riesame. Il tribunale capitolino ha fissato l’udienza per lunedì prossimo.


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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