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Viterbo – Si fa arrestare due volte per spaccio in tre mesi.
La prima il 29 giugno 2018 dalla polizia quando, dopo la convalida, è stato sottoposto al solo obbligo di firma. La seconda il 24 settembre dai carabinieri quando il giudice ha disposto i domiciliari, cui si trova tuttora in attesa della sentenza.
Si tratta di un pregiudicato romeno, difeso dall’avvocato Franco Taurchini, comparso ieri davanti al giudice Silvia Mattei cui spetterà giudicarlo in un unico processo.
Il 24 settembre è stato sorpreso mentre consegnava droga a domicilio a un commerciante viterbese.
Specializzato in cocaina
Nel corso della prima udienza del processo sono stati sentiti un carabiniere del Norm, un poliziotto della narcotici della mobile e un supertestimone, un commerciante viterbese 51enne, a sua volta implicato in vicende di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
Anche lui pregiudicato, come l’imputato è stato arrestato due volte negli ultimi mesi, il 2 settembre e il 23 gennaio, e recentemente condannato a quattro mesi, nonostante abbia tentato di disfarsi della cocaina inghiottendola davanti ai militari per sfuggire alle manette.
– Trovato con 50 grammi di cocaina, arrestato
Il 29 giugno 2018, l’imputato, sospettato di rifornirsi nella capitale, è stato seguito dalla polizia fino a Roma e fermato attorno alle sei del pomeriggio a Ronciglione sulla strada del ritorno. Nel cruscotto della macchina gli hanno sequestrato 50 grammi di cocaina, abilmente nascosta e avvolta in un involucro di cellophane.
“Il pedinamento era iniziato la mattina. A Roma il romeno si è recato in via della Massimilla, nella zona di Casal Lumbroso. Poi si è fermato in un bar e ha pranzato sull’Aurelia. Non lo abbiamo mai perso di vista. E sulla strada del ritorno abbiamo deciso di fermarlo a Ronciglione, quando era ormai chiaro che, a bordo di un’utilitaria, si stava dirigendo nuovamente verso Viterbo”, ha spiegato un poliziotto della squadra mobile.
Soldi in cambio di coca sotto il tappetino di una Panda gialla
Tre mesi dopo lo hanno incastrato i carabinieri del Norm. Il 24 settembre 2018, i militari lo hanno visto passare a bordo di unaMercedes Classe A grigia, durante un servizio antidroga, in borghese e con l’auto civetta, a Valle Faul. Riconoscendo il soggetto e sapendo che era sottoposto a obbligo di dimora per via del precedente arresto, lo hanno seguito fino a via Sant’Antonio, sotto l’ospedale vecchio, dove si è fermato davanti all’abitazione del 51enne, a sua volta arrestato pochi giorni prima per droga.
Erano circa le 18. Ignaro di essere osservato, il romeno è sceso dalla macchina. “Si è avvicinato alla Panda gialla parcheggiata sotto casa del 51enne, ha aperto lo sportello lato passeggero, si è chinato e ha armeggiato sotto il tappetino, mentre il commerciante guardava da dietro la finestra. Non appena si è allontanato, lo abbiamo fermato”, ha spiegato uno dei due militari di pattuglia.
“In una tasca dei jeans aveva 150 euro, nell’altra un piccolo portafogli con altri soldi. Il 51enne, intanto, quando ci ha visto, ha buttato la chiave telecomandata, con cui aveva evidentemente aperto la portiera della macchina senza uscire, in una fioriera, per non farcela trovare. Noi l’abbiamo presa e dentro, sotto il tappetino, abbiamo sequestrato un involucro con 5,20 grammi di cocaina avvolta nel nastro adesivo”.
Sul cellulare dell’acquirente la prova dello spaccio, in una conversazione sul profilo Facebook dell’imputato. “Sotto il tappetino Panda gialla”, gli aveva scritto dandogli indicazioni su dove trovare i soldi e lasciare lo stupefacente.
Ieri in aula il commerciante 51enne ha confermato tutto, tranne l’ipotesi di spaccio.
“Ci eravamo conosciuti qualche giorno prima e ci eravamo detti di essere entrambi consumatori di cocaina. Così gli ho mandato un messaggio, chiedendogli se poteva comprare della droga anche per me, dicendogli che avevo 150 euro”, ha detto, confermando la circostanza e l’ammontare della somma di denaro, corrispondente a quella rinvenuta nei jeans dell’imputato, ma sostenendo di avere solo diviso le spese per l’acquisto.
Sentiti i testimoni dell’accusa, il giudice Mattei ha deciso di disporre una perizia sulla cocaina sequestrata, rinviando al 21 giugno per l’affidamento dell’incarico al tossicologo forense Fabio centini dell’università di Siena.
Silvana Cortignani

