Montefiascone – Le sirene d’allarme, gli aerei e le bombe. Erano le 17 del 2 maggio 1944, esattamente 75 anni fa, quando Montefiascone venne duramente colpita da un’incursione aerea americana.
Fu la più cruenta di tutta la seconda guerra mondiale contro la cittadina. Morirono quattordici persone, di cui sette bambini trai due e i dodici anni; ci furono sedici feriti gravi e altri quaranta leggeri, molte case furono distrutte o danneggiate.
In quel lontano martedì 2 maggio intorno alle 17 risuonarono le sirene d’allarme: una formazione di aerei alleati puntava su Montefiascone. Erano sedici cacciabombardieri americani P 47 dell’85esimo squadrone appartenenti al 79esimo gruppo caccia. Erano partiti alle 15,50 dall’aeroporto di Pomigliano con l’obiettivo di bombardare il paese.
Al rumore degli aerei i montefiasconesi corsero nelle loro abitazioni sperando di non essere colpiti dalle bombe e dalle raffiche delle mitragliatrici.
Gli aerei americani sganciarono sopra l’abitato trentadue bombe da mille libbre, di cui due a salve, da una quota di 2500 piedi.
Nella relazione americana dell’attacco risultarono che cinque bombe centrarono il bersaglio nel centro della città, vennero colpiti un grande edificio insieme a uno stabile della piazza all’incrocio della strada sud-est della città, bloccando la via per Viterbo. Centrata anche la strada a sud-ovest di Montefiascone. Altri cinque ordigni colpirono la zona di destinazione. Fiamme e fumo pesante coprirono il centro della città. Gli aerei effettuarono anche un mitragliamento.
Contro la formazione i tedeschi spararono con la contraerea leggera e pesante. Gli americani non subirono perdite.
Le vie che vennero maggiormente colpite furono quelle del Castagno, Oreste Borghesi, Dante Alighieri, piazzale Roma, Cassia, Casti, 24 maggio e Bandita.
Le bombe distrussero completamente il molino Carelli in via Borghesi, l’edificio del bar Roma a piazzale Roma e vennero colpiti anche il palazzo vescovile, l’ospedale e venne mitragliata la stazione ferroviaria.
Dopo il bombardamento l’allora capo della provincia Rottoli fece visita a Montefiascone, parlò con il vescovo Rosi e poi si recò dai feriti ricoverati in ospedale.
Nel bombardamento morirono immediatamente tredici persone: nove in via del Castagno di cui sette bambini tra i due e i dodici anni mentre stavano pregando vicino a un altarino. Invece in via Oreste Borghesi persero la vita quattro uomini. Un ragazzo di dodici anni decedette il giorno dopo in ospedale a causa delle ferite riportate.
Oltre alla morte delle persone e la distruzione dei fabbricati in questa incursione rimasero uccisi anche sei asini nel molino Carelli in via Oreste Borghesi.
Quel lontano 2 maggio 1944 è indelebilmente segnato nella storia di Montefiascone come una delle giornate più cruente e dense di morte della seconda guerra mondiale.
Michele Mari
