Viterbo – Dal 4 marzo 2018 al 26 maggio 2019 lo scenario elettorale del Movimento 5 stelle si è radicalmente trasformato, passando da vittorie sonanti ad autentici bollettini di guerra. E la Tuscia non si discosta affatto da questo quadro.
Secondo un’analisi comparativa pubblicata dal Sole 24 Ore, nel giro di quattordici mesi il partito guidato da Luigi Di Maio ha perso enormi fette di consenso in tutti i comuni della provincia, quasi sempre a vantaggio della Lega.
Se alle elezioni politiche dell’anno scorso il Carroccio nel Viterbese era riuscito a ottenere più voti del M5s soltanto a Blera (24% contro 23%), oggi ha una supremazia schiacciante in tutti e 60 i comuni.
La forbice più ampia tra i due partiti è a Grotte di Castro, dove la Lega ha un vantaggio di quasi 40 punti percentuali (51,53% contro 11,72%) sull’alleato di governo. Nel 2018 si era grosso modo alla pari, col M5s al 25,5% e la Lega al 24,6%
Scarto enorme anche a Ischia di Castro, con la Lega che proprio qui raggiunge il suo massimo provinciale (53,46%), a Civitella d’Agliano, che è invece il comune della Tuscia in cui il M5s fa peggio (appena l’8,44%), a Marta e a Tuscania. In totale sono quindici i comuni del Viterbese dove la differenza tra i due partiti è di oltre il 30% a favore della Lega.
Poco più di un anno fa erano i grillini a fare la parte del leone, con percentuali in alcuni casi bulgare. A Corchiano, per esempio, i Cinque stelle avevano fatto cappotto col 47%, mentre la Lega si era fermata al 9%. Oggi, nello stesso comune, il Carroccio è al 34,16%, contro il 16,53% pentastellato.
Anche a Civita Castellana la situazione si è completamente capovolta: nel 2018 il M5s era al 42,89% e ora è al 21,37%, mentre la Lega è passata dal 13,13% al 38,5%.
L’unica roccaforte della resistenza grillina è Proceno, ma più per carenze della Lega che per altro. Il comune più a nord della Tuscia è quello in cui il partito di Matteo Salvini fa registrare il risultato peggiore di tutta la provincia, fermandosi al 25,08%, col M5s che tiene al 21,36%. Ma giova anche ricordare che qui l’anno scorso i Cinque stelle erano al 37% e la Lega all’11%.
Alessandro Castellani
