Viterbo – Non ci sono più le mezze stagioni. E nemmeno i manifesti elettorali. Plance sostanzialmente vuote ovunque. Praticamente non servono più. Di certo non a far passare il messaggio “Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio”, così come era un tempo. Basta girare per la città per rendersene conto. Viterbo. Piazza della Rocca, piazzale Gramsci, Pilastro. Il 26 maggio ci sono le elezioni per il parlamento europeo. Zone dove un tempo i manifesti campeggiavano ovunque.
Adesso, appiccicati alle lamiere, solo facce e inviti della sinistra. Vota comunista. Salvini, Adinolfi e Taglia. Anche Maria Veronica Rossi e Giorgia Meloni. Aficionados di un tempo andato. Quando “squacquerare” un manifesto poteva significare anche rimetterci la pelle. Come negli anni ’70. “Compagno!”. “Camerata!”. Si gridava prima. E poi giù botte. Se non peggio.
Oggi invece stanno lì. La propaganda passa ormai per l’on line. Oppure per l’infotainment, l’informazione-spettacolo. Le plance sono solo ruderi. Macerie dell’altro secolo. Quello breve. Lamiere luccicanti che nessuno più vede e utilizza. A volte ci si stupisce pure. Per quanto sono brutte. Relitti di un mondo antico.
Daniele Camilli
Fotogallery: I manifesti elettorali in giro per la città


