Viterbo – (sil.co.) – Massacrato con un piede di porco per due telefonini. Vittima di un’imboscata al quartiere Carmine-Salamaro un macellaio viterbese. In tre a processo per lesioni aggravate e minacce. Slitta l’audizione del supertestimone, il quarto uomo rimasto a guardare: detenuto per altri motivi a Mammagialla, sarà ascoltato il 5 dicembre.
Si è aperto ieri con la testimonianza della vittima, un 52enne d’origine siciliana, il processo ai tre imputati per l’aggressione finita nel sangue avvenuta alle porte del capoluogo nel primo pomeriggio del 26 agosto 2015.
Erano circa le 15 quando il macellaio si è recato all’appuntamento in via Solieri, finito per lui con una corsa in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle dove è giunto in codice rosso ed è stato refertato con una prognosi di 40 giorni.
“Faccio il macellaio, ma non ho un’attività mia, sono un operaio. In quel periodo non mi trovavo bene economicamente, per cui feci alcuni contratti con Wind.Presi due iPhone, che ho rivenuto a 1200-1300 euro all’uomo che mi ha aggredito con il piede di porco. Siccome non mi pagava, ho cominciato a cercalo,ma non si faceva trovare e per telefono, invece di darmi i soldi, minacciava di morte me e i miei familiari.Quel giorno mi ha chiamato, dandomi appuntamento, invece era un’imboscata”, ha raccontato la vittima.
“Erano in quattro. Uno mi ha bloccato da dietro, un altro mi ha preso a pugni sugli occhi, lui mi ha massacrato di botte con un piede di porco. Il quarto uomo, invece,non ha fatto niente. Guardava solo. Poi mi hanno lasciato per terra sanguinante e mia moglie ha chiamato la polizia e il 118. Li conoscevo tutti”, ha proseguito, dicendo di avere sui fianchi le cicatrici delle botte prese.
Il quarto uomo è il supertestimone che avrebbe dovuto deporre ieri davanti al giudice Giacomo Autizi.”E’ detenuto”, ha detto per la difesa l’avvocato Samuele De Santis. Sarà sentito il 5 dicembre.
La moglie ha confermato tutto, parlando della decina di messaggi minatori giunti sul telefonino del consorte: “Se ti incontro, ti uccido”, “Non fare uscire di casa tua moglie e i tuoi figli”,”Attenti a dove andate” e via discorrendo. “Quando l’ho soccorso, mio marito non respirava quasi più, era in un bagno di sangue, col naso staccato e massacrato col piede di porco”, ha spiegato la donna.
Si torna in aula a dicembre.

