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Matrimoni falsi tra europei ed extracomunitari, nove denunciati

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Viterbo - Digos - Matrimoni falsi, denunciati in nove

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Viterbo - Digos - Matrimoni falsi, denunciati in nove

Viterbo – Digos – Matrimoni falsi, denunciati in nove

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Viterbo – Digos – Matrimoni falsi, denunciati in nove

Viterbo - Digos - Matrimoni falsi, denunciati in nove

Viterbo – Digos – Matrimoni falsi, denunciati in nove

Viterbo - Il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – Il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – Matrimoni falsi tra europei ed extracomunitari, sei denunciati.

Un’indagine della polizia ha portato alla denuncia di sei stranieri e tre italiani per aver organizzato matrimoni falsi tra cittadini europei ed extracomunitari.

“I protagonisti della vicenda – spiega la polizia –  si sono presentati all’ufficio immigrazione della questura di Viterbo per richiedere la carta di soggiorno dopo aver sposato cittadini italiani o europei, ma i matrimoni si sono rivelati unicamente un espediente per far ottenere, ai coniugi extracomunitari, una carta di soggiorno della durata di cinque anni.

Una modalità illecita per regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale, che aveva insospettito l’ufficio immigrazione della questura stante l’incremento della casistica registrato nella provincia”.

Immediatamente è stata coinvolta la Digos per gli opportuni approfondimenti, tenuto conto delle specifiche attribuzioni del medesimo ufficio nella prevenzione e monitoraggio dei fenomeni migratori sotto il profilo della sicurezza.

L’attività d’indagine, coordinata dalla procura di Viterbo, si è incentrata su alcune richieste di carta di soggiorno segnalate dall’ufficio immigrazione in relazione a tre matrimoni che erano stati celebrati nel comune di Civita Castellana.

Dagli approfondimenti investigativi, dall’ascolto di alcune persone e dall’esame dei documenti è emerso il ruolo di due cittadini pachistani in qualità di organizzatori o facilitatori dei “matrimoni di comodo”.

“Uno di essi – spiega sempre la polizia -, già al centro di un’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina condotta nel 2014, si è rivelato come datore di ospitalità e di impiego fittizio nei confronti di una cittadina polacca moglie di uno dei due extracomunitari.

L’altro pachistano, evidenziatosi come l’ideatore e l’organizzatore di altri due matrimoni, dall’esame degli atti è risultato anche essere testimone di nozze nell’atto dello stato civile, nonché costante punto di riferimento territoriale per i connazionali coinvolti.

In pratica i due fornivano tutta l’assistenza logistica e documentale necessaria a perfezionare le unioni coniugali per le quali le italiane compiacenti avrebbero ricevuto compensi in denaro variabili tra i mille e i duemila euro”.
 
Le complesse attività investigative nell’ambito delle quali sono state effettuate diverse perquisizioni e sequestrati numerosi documenti, hanno consentito  all’autorità giudiziaria di denunciare nove persone, tra cui tre italiani, coinvolti a vario titolo nella pianificazione e nella successiva realizzazione di tre falsi matrimoni tra cittadini europei ed extracomunitari.

Il pubblico ministero titolare delle indagini ha emesso nei confronti di tutti i soggetti  l’avviso di conclusione delle indagini ritenendoli responsabili, in concorso, del reato di indotta falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici perché, con più azioni e con ruoli diversi, organizzavano e realizzavano una serie concatenate di condotte volte a consentire al cittadino extracomunitario beneficiario l’ottenimento di una carta di soggiorno falsa. Il tutto inducendo in errore e traendo in inganno il pubblico ufficiale responsabile del procedimento amministrativo. 

Per uno dei tre matrimoni il pm ha contestato agli autori il tentativo di reato, in quanto il rilascio della carta di soggiorno non è stato perfezionato, stante l’evidente falsità delle dichiarazioni di convivenza e mantenimento emerse nella fase istruttoria.

I provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria sono stati notificati agli indagati dai poliziotti della Digos. Sono in corso le valutazioni per eventuali provvedimenti di revoca dei permessi indebitamente ottenuti dagli extracomunitari. 


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