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“Non ho dato 200 euro ai carabinieri, i soldi non erano miei”

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Orte – I 200 euro in contanti c’erano, ma non ce li avrebbe mesi lui. Nega di avere “offerto” 200 euro ai carabinieri durante un controllo sotto la pioggia battente dello scorso fine settimana per evitare una multa e il fermo amministrativo del mezzo che portava a rimorchio.

E’ il romeno 63enne arrestato domenica dai militari della stazione di Orte durante un posto di controllo al casello autostradale con la grave accusa di induzione alla corruzione.

Il denaro sarebbe stato infilato dall’uomo dentro una cartella contenente i documenti di una macchina che l’uomo stava trasportando, secondo l’accusa nella speranza di evitare le verifiche amministrative in atto. 


– Offre 200 euro ai carabinieri durante un controllo dei documenti


“Io non ho messo soldi nella cartellina, semmai ce li ha messi il proprietario della macchina quando me li ha lasciati. Si tratta di un mio connazionale che aveva necessità di portare a riparare in Romania la sua vettura Audi, che si era rotta in Italia, e lo ha chiesto a me”, ha detto il 63enne, incensurato, alla pm Eliana Dolce e alla presidente del collegio Silvia Mattei durante l’udienza di convalida, difeso dall’avvocato Corrado Cocchi. 

In Italia ha lavorato dal 1993 al 2002. “Poi mi sono dovuto operare al cuore all’ospedale di Forlì e sono dovuto andare in pensione, per cui sono tornato in patria. Ma in Italia, sul litorale romano, vive uno dei miei figli. Non ero solo, eravamo in quattro, ma nessuno è stato sentito come testimone”, ha detto.

Per il difensore: “E’ sbagliato equipararlo a un trasportatore internazionale  e manca il verbale della contestazione che sarebbe il movente. In caso di cabotaggio, ci sono ipotesi, come questa, in cui non serve autorizzazione al trasporto, trattandosi di vettura danneggiata, che necessita una riparazione. La multa di 4100 euro e il sequestro amministrativo per tre mesi non sarebbe comunque stato legittimo”, ha sottolineato l’avvocato Cocchi.

Quando la pm Eliana Dolce ha chiesto la custodia cautelare in carcere “per la disinvoltura dell’azione e perché non stabile in Italia”, il 63enne è scoppiato a piangere. 

Il tribunale ha convalidato l’arresto rimettendo l’uomo in libertà senza alcuna misura. Il processo per direttissima è stato invece rinviato al 17 settembre, su richiesta della difesa che per quella data dovrà decidere se procedere col rito ordinario oppure con uno dei riti alternativi dell’abbreviato o del patteggiamento. 


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