Viterbo – “Norveo Fedeli per noi è un caduto sul lavoro”. L’uccisione del commerciante di via Bianchi scuote ancora la città e stamani in comune, associazioni di categoria, forze dell’ordine e politici si sono incontrati per costruire un progetto di rete civica per la sicurezza. Tra loro, anche il presidente Confartigianato Stefano Signori. Ha ricordato l’imprenditore scomparso.
“Per noi è un caduto sul lavoro – osserva Signori – proporremo iniziative, incontri sul territorio, dividendo la città in quadranti, perché ogni quartiere ha esigenze proprie. Ma pure iniziative nelle scuole”.
C’è un progetto pilota avviato a Soriano ed esportabile nel capoluogo. “Una app per il cellulare – spiega Signori – si chiama Vigila tu e permette d’intervenire nel momenti in cui qualcosa accade. Senza comporre numeri, ma pigiando un tasto si è messi in contatto con le forze dell’ordine e si viene subito localizzati”.
Mauro Belli di Adoc ricorda Fedeli: “Lo salutavo tutte le mattina – dice Belli – lo conoscevo bene. Come abitante di Sallupara sono rimasto molto colpito anche dall’episodio di violenza. Questo incontro è aperto a tutti”. La rete va formata.
Un ruolo importante nella sicurezza, ce l’ha la polizia locale. “Anche se a volte – sottolinea il comandante Mauro Vinciotti – siamo considerati figli di un dio minore. Ma nel presidio del territorio, la lotta al degrado urbano siamo in primo piano.
Il cittadino va educato al rispetto delle regole, che parte dal parcheggiare, ad esempio, in modo educato. Noi siamo presenti, ma il corpo va potenziato”.
Aprirà un presidio a piazza del Comune. “Non sarà un altro vigile dietro la scrivania – sottolinea Vinciotti – la pattuglia arriverà, lasciando la macchina e quindi si sposterà a piedi o in bici elettrica per svolgere attività di presenza”. Vicini alla cittadinanza. “Tutti possono rivolgersi con fiducia alla polizia locale, il mio ufficio al comando è sempre aperto”.
Nella sala del consiglio c’è Mauro Rotelli, deputato FdI. “Già ad agosto – ricorda Rotelli – in un incontro in prefettura individuammo la zona dal Sacrario a Porta Fiorentina come area da attenzionare. Alcune proposte sono state avanzate, come mettere in rete le forze dell’ordine, pubblico e privato. Collegare le videocamere presenti alla questura”.
Luciano Signorelli della Securimpianti spiega che un software di collegamento c’è già. Le videocamere posizionate dal comune in città sono circa sessanta.
Lunedì, la marcia silenziosa, una risposta chiara della città dopo l’efferata uccisione di Fedeli. “Non dobbiamo disperdere questo clima – sostiene Paolo Bianchini, capogruppo FdI – non deve calare l’attenzione”.
Telecamere e forze dell’ordine sono importanti. “Rappresentano un deterrente – spiega Chiara Frontini, consigliera Viterbo 2020 – ma non estirpano il problema alla radice. Va combattuto il degrado. L’amministrazione comunale deve garantire livelli essenziali. Anche la multietnicità presente in alcune parti di Viterbo è una ricchezza e non elemento di paura, ma va gestita”.
Chi amministra si dia da fare. “Il degrado – sottolinea Giancarlo Bandini, segretario provinciale Confimprese – è presente in centro ma anche nelle periferie e gli amministratori si devono dare una mossa. Avere vigili urbani che a piedi perlustrano la città sarebbe utile”.
La politica deve fare la sua parte, lo sottolinea Alvaro Ricci, consigliere Pd: “L’amministrazione può stanziare soldi veri su progetti per la città, investimenti per la riqualificazione. Le possibilità ci sono. In questo momento la città soffre e va data una risposta”.
Rita Bernardini, responsabile sicurezza Confesercenti punta il dito contro l’eccessivo lassismo: “A Viterbo ognuno fa quello che vuole”.
Per Massimo Erbetti, consigliere M5s, se oggi esistono zone dove ci sono problemi, occorre domandarsi il perché: “Le telecamere vanno bene – sottolinea Erbetti – ma se il centro storico si svuota e le attività si spostano tutte fuori, poi si genera abbandono”.
Agli ultimi episodi di cronaca la città ha risposto. “Non dimentichiamo che dopo la violenza nei confronti della ragazza, la manifestazione è partita dagli studenti. Cerchiamo di ascoltarli”.






