Viterbo – La Tuscia piange Norveo Fedeli, il commerciante di 74 anni ucciso a sprangate nel suo negozio di abbigliamento in via San Luca.
“Un uomo buono oggi non c’è più e non so darmi una spiegazione, che probabilmente non ci sarà mai”. Angelo Proietti, imprenditore viterbese, lo ricorda così. “Ho trascorso la mia adolescenza in quei vicoli dove regnava la tranquillità. Tutti conoscevano tutti e ci si stava spensierati senza conoscere la paura. Un uomo buono oggi non c’è più e non so darmi una spiegazione, che probabilmente non ci sarà mai. Ciao Norveo, oggi piangiamo un uomo buono”.
Da più di 40 anni Norveo Fedeli era titolare della storica boutique del jeans griffato “Fedeli Vogue” di via San Luca. “Oltre a essere stato suo cliente quando i Levi’s andavano di moda a fine anni ’80 – dice Marco – ho passato 10 anni della mia vita in via San Luca con il negozio More Fire e ho un ricordo di Norveo come un uomo gentile e sempre disponibile, una persona pacata”.
Norveo Fedeli era originario di Nepi.
Il 74enne sarebbe stato ucciso al culmine di una rapina finita male. Con un oggetto di metallo o uno sgabello gli è stato fracassato il cranio. Sulla testa aveva anche l’impronta di uno scarpone, come se il volto gli fosse stato schiacciato contro il pavimento.
L’omicidio è avvenuto intorno alle 13 nel pieno centro storico di Viterbo. A fare la macabra scoperta sarebbero stati alcuni vicini che, insospettiti dal fatto che il negozio fosse ancora aperto, sono entrati e hanno trovato Fedeli in un lago di sangue. Sul pavimento sarebbe stata rinvenuta anche una scia di sangue, come se la vittima si fosse trascinata a terra prima di morire.
In via San Luca e nelle strade limitrofe ci sarebbero le telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver immortalato l’omicida. Le indagini sono affidate alla squadra mobile della questa di Viterbo e sono coordinate dalla pm Eliana Dolce.
Sull’episodio interviene anche Chiara Frontini, leader del movimento Viterbo2020. “Si vanno definendo i dettagli. Ora basta. La misura è colma. Leggo qui stupore, dolore, sbigottimento, tutte parole di quella che una volta era una tranquilla cittadina di provincia e che oggi, nel giro di poche settimane, si ritrova a svegliarsi nel peggiore degli incubi. Una spirale di violenza che va fermata: va fermata nelle parole, negli atteggiamenti, nelle azioni quotidiane. Va fermata nella mentalità, quella che minimizza e banalizza, che si gira dall’altra parte finchè non riguarda il proprio diretto cerchio di familiari e amici, che fa finta di non vedere, che giustifica persino.
Va fermata nel degrado urbano, perché incuria, sporcizia, abbandono e ruderi sono l’habitat ideale per la criminalità: la violenza genera violenza. Va fermata con il controllo, certo, con il presidio del territorio. Ma va fermata soprattutto con una cultura della legalità diffusa, della cittadinanza attiva e consapevole. Ognuno di noi, ogni cittadino deve agire per rioccupare gli spazi, non solo fisici ma anche etici, lasciati vuoti: il centro storico ne è un emblema, ma anche tanti parchi cittadini. Ogni cittadino deve essere parte attiva nei confronti di chi è chiamato a decidere le sorti della città, informarsi, denunciare senza avere paura. Le istituzioni devono essere esempio. Recuperare l’autorevolezza attraverso l’esempio. Tutelare e non allontanare chi denuncia, chi si ribella al sistema ed essere esse stesse parte della soluzione. E così le parti sociali, le imprese, i sindacati. Tutti.
Da questo incubo bisogna uscire, e possiamo farlo solo tutti insieme. Viterbo unita, tutta: senza colori, senza bandiere, senza polemiche, tante piccole fiamme di cittadini che non si voltano dall’altra parte ma affrontano il male, in ogni sua declinazione, a viso aperto e forti del supporto di una comunità unita, solidale. Altrimenti siamo tutti complici. E io, complice della morte di una città, la mia città, di certo non mi ci rendo”.
Multimedia: Video: Commerciante ucciso a sprangate – Il sindaco: “Vittima trovata in un lago di sangue” – Fotocronaca: Negoziante trovato morto in via San Luca – Omicidio in via San Luca


