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Pang al gip: “Ho reagito a un’aggressione di Fedeli”

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Viterbo – Da ieri Michael Aaron Pang è reo confesso. Davanti al gip il 22enne sudcoreano con cittadinanza statunitense ha ammesso di aver ucciso Norveo Fedeli, il commerciante di 74 anni che venerdì è stato trovato in una pozza di sangue nel suo negozio di via San Luca. “Ho preso lo sgabello e l’ho colpito alla testa. Più volte, ma non ricordo quante”, ha detto al giudice Savina Poli che entro oggi dovrà decidere sulla convalida del fermo e sulla conferma della custodia cautelare in carcere.

Omicidio in via San Luca -Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Il movente dell’omicidio, a differenza di quanto finora ipotizzato dagli investigatori, non sarebbe né la rapina né la volontà di appropriarsi della merce senza pagarla. “Sono entrato nel negozio per comprare quei 600 euro di vestiti, ma la carta continuava a non funzionare – ha continuato Pang -. Non volevo ucciderlo ma Fedeli, che fino ad allora è sempre stato molto gentile, mi ha aggredito. E io ho reagito”. Il giovane avrebbe dunque agito per difendersi. Di “colluttazione”, sfociata in quella che il procuratore Paolo Auriemma ha definito “un’aggressione violenta e improvvisa”, gli investigatori hanno parlato fin da subito. “Quando il 22enne è stato fermato – ha evidenziato il comandante nel Norm dei carabinieri Guglielmo Trombetta – è stato trovato con dei piccoli tagli sulla mano e sul viso”.

Omicidio in via San Luca

Pang, in Italia da febbraio, è stato rintracciato sabato mattina a Capodimonte e portato nel carcere di Mammagialla. Il giorno prima. intorno all’ora di pranzo e a pochi minuti dalla chiusura, era entrato nella jeanseria di via San Luca. C’era già stato il 30 aprile e il 2 maggio, quando i tentativi di pagare la merce erano andati a vuoto. Secondo i primi accertamenti delle fiamme gialle, la carta di credito sarebbe stata rifiutata per inadempienza sul conto corrente aperto in una banca americana. “Io, invece, ero sicuro che i soldi c’erano – ha affermato il 22enne -. Almeno mille euro, se non addirittura mille e duecento. Pochi giorni prima, infatti, avevo ricevuto un accredito di mille e 600, mille e 700 euro dai miei genitori”. “La Guardia di finanza – sottolineano i suoi difensori, gli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi – sta continuano a indagare sulla sua disponibilità economica”.

Omicidio Fedeli - Michael Aaron Pang

Quel giovane cliente che non parlava una parola d’italiano e che per più volte era entrato nella boutique senza riuscire a pagare i vestiti aveva insospettito Fedeli, che temeva una truffa. E lo aveva allarmato a tal punto che, di nascosto, lo aveva fotografato con lo smartphone. “Lo sapevo, me ne ero accorto. Il 2 maggio – ricostruisce Pang – il commerciante ha fatto finta di fotografare il negozio, ma ho sentito il rumore della camera. L’ho visto imbarazzo e ho capito che mi aveva immortalato”. Dopo aver colpito il 74enne con lo sgabello, il ragazzo si è appropriato della merce, del portafoglio e del cellulare della vittima. Il telefonino è stato ritrovato in una stradina vicina a via San Luca. Sporco di sangue, è stato “lanciato” nel foro d’aerazione di una cantina. Il 22enne avrebbe provato a cancellare le foto che Fedeli gli aveva fatto, senza però riuscirci. Lo smartphone era protetto da un codice d’accesso e così il giovane se ne è disfatto. Quando gli investigatori hanno recuperato il cellulare, le immagini con il volto di Pang erano ancora al suo interno.

Omicidio in via San Luca

L’interrogatorio davanti al gip è andato avanti per tre ore e mezzo. “Ha chiesto perdono per aver portato via questa vita – rivelano gli avvocati Sicilia e Ladi -. Si è scusato con la famiglia della vittima, con la sua e con tutta la città di Viterbo. Ci ha spiazzato e commosso. Ha chiarito molti aspetti importanti e ora abbiamo indagini difensive da fare, persone da ascoltare”. La difesa sarebbe anche pronta a chiedere la perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere del ragazzo. La famiglia Fedeli è invece rappresentata dall’avvocato Fausto Barili. “I parenti di Norveo hanno preso atto della richiesta di perdono di Pang senza commentare – fa sapere il legale -, ma ribadiscono l’efferatezza del crimine commesso e la tragicità dell’efferato omicidio per il quale intendono costituirsi parte civile perché sia fatta giustizia”.

Raffaele Strocchia


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