Viterbo – La famiglia di Norveo Fedeli è ancora distrutta dal dolore. Ma Maria Chiara, Pierluigi e Nathalia, la moglie e i figli del commerciante di 74 anni ucciso nel suo negozio di via San Luca, sono rimasti “sorpresi dall’affetto, dal calore e dalla vicinanza ricevuti”. A Viterbo come a Nepi. Prima i mazzi di fiori che hanno ricoperto il marciapiede davanti alla jeanseria, poi le migliaia di persone che sono scese in piazza per ricordare la vittima e per opporsi all’escalation di violenza in città, infine lo striscione dei tifosi della Viterbese: “Vicini al loro dolore”.
È l’avvocato Fausto Barili, che rappresenta la famiglia Fedeli, a parlare dell'”estremo stupore dei parenti di Norveo per l’affetto, il calore e la vicinanza ricevuti dalle autorità viterbesi, dai cittadini di Viterbo e di Nepi e da tutti gli italiani. Li ringraziano di cuore – continua il legale – perché, per quanto possibile, hanno alleviato il loro dolore. Lunedì sera una fiumana di gente ha partecipato alla marcia silenziosa per le via del centro. Migliaia di persone che hanno dato la misura della ribellione della città verso la violenza, ma che sono state anche la testimonianza più autentica di ciò che Norveo ha rappresentato per Viterbo”. Con il suo Fedeli Vogue, il commerciante era diventato un’istituzione. L’aveva aperto nel ’75 e in questi 44 anni non c’è stato viterbese che non abbia comprato da lui i jeans Levi’s. Era una persona buona e disponibile, gentile e pacata, perbene e stimata. Da tutti conosciuta e apprezzata, sia professionalmente che moralmente.
“La famiglia – prosegue l’avvocato Barili – rivolge un ringraziamento particolare alle forze dell’ordine per la tempestività, l’impegno e la professionalità che hanno permesso di assicurare alla giustizia l’autore dell’omicidio”. Michael Aaron Pang, il 22enne statunitense nato il Corea del Sud rintracciato a meno di 24 ore dal delitto. Davanti al gip, che ha convalidato il fermo e applicato la custodia cautelare in carcere, ha confessato di aver ucciso il commerciante. Ma dopo aver “reagito a una sua aggressione”. Ha poi chiesto il perdono della famiglia della vittima e della città di Viterbo. “I paranti di Norveo – ribadisce l’avvocato Barili – hanno preso atto della richiesta senza commentare. Il crimine commesso è stato efferato, un omicidio brutale che non ha giustificazioni. La famiglia Fedeli vuole che sia fatta giustizia e intende costituirsi parte civile, e ciò la dice lunga sulla richiesta di perdono. La sua ferma volontà è che la legge faccia il suo corso e punisca il responsabile del delitto”.
Sulla convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare in carcere per Pang, l’avvocato Barili afferma: “I parenti di Norveo sono soddisfatti dell’esito dell’udienza, sul quale non hanno mai avuto dubbi. Sono sempre stati estremamente fiduciosi. È evidente che il quadro accusatori proposto dal pm, a cui si è aggiunta la confessione del ragazzo, ha trovato la piena condivisione del gip”. Il 22enne è a Mammagialla da sabato sera. Il giorno prima, intorno all’ora di pranzo e a pochi minuti dalla chiusura, è entrato nel negozio di Fedeli e lo ha colpito alla testa con uno sgabello di ferro. Nell’ordinanza d’arresto il gip lo descrive come un “soggetto socialmente pericoloso” e motiva la convalida del fermo con il “pericolo di fuga” e l’applicazione della misura cautelare in carcere come “l’unica adeguata, idonea e proporzionata alla gravità del fatto”. Le carte d’indagine sono ora al vaglio della difesa, gli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi, che al termine della lettura valuteranno la possibilità di ricorrere al tribunale del Riesame.
Raffaele Strocchia
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