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Tutto pronto per la processione della Madonna liberatrice

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Viterbo - La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La città dei papi tributerà ancora una volta solenni onoranze alla Madonna Liberatrice, sua protettrice.

La tradizionale processione, preceduta dalla dall’indirizzo di saluto del sindaco Giovanni Arena, muoverà domani alle 18 da piazza del Plebiscito per concludersi al Santuario mariano cittadino della SS. Trinità con il discorso celebrativo e la benedizione del vescovo diocesano Lino Fumagalli.

L’immagine della Vergine, trasportata dai “Fedelissimi della Liberatrice” su di una splendida macchina lignea del ‘600, verrà scortata dai Cavalieri costantiniani di San Giorgio.

Alla manifestazione mariana oltre ai padri Agostiniani – che da secoli custodiscono il Santuario di Maria SS. Liberatrice – e alla Fraternità Agostiniana Secolare, prenderanno parte il Capitolo della Cattedrale, il clero secolare e regolare, i religiosi e le religiose, le confraternite, le associazioni laicali, le autorita civiche e i fedeli .

Il culto verso la Liberatrice rappresenta la più antica devozione mariana dei viterbesi, poiché è da sette secoli che essi invocano sotto questo titolo la Madre di Dio.

L’Immagine venne dipinta in affresco nella chiesa della SS. Trinità intorno al 1318 da Gregorio e Donato d’Arezzo: la Vergine siede su un trono di tipo cosmatesco e sostiene con la mano sinistra il Bambino in piedi; nella destra reca una rosa che è sfiorata dalla manina del Figlio divino, il quale ha nel pugno sinistro un uccellino.

Essa cominciò ad essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Madre di Dio alla Città dei Papi, funestata da infestazioni diaboliche, da calamità naturali e da gravi discordie civili: come riferito dai cronisti, i Viterbesi ritrovarono la tranquillità e la pace ai piedi della Madonna, da quel momento proclamata loro Liberatrice.

Per solennizzare tale consacrazione , la magistratura, postasi a capo del movimento popolare, fece dono al santuario di una argentea riproduzione della città. L’interesse costante del comune di Viterbo per la sua Liberatrice è confermato dagli antichi Statuti, e quello del 1344 stabiliva che la sua festa si celebrasse ogni anno nel lunedì di Pentecoste: otto giorni prima, il Podestà e gli Otto del Popolo disponevano che, a suono di tromba, fosse bandita per tutta la città la solenne ricorrenza.

Con la caduta del potere temporale dei papi, il corteo religioso venne interrotta dopo cinque secoli e mezzo

Si deve alla ferma volontà dell’arcivescovo Adelchi Albanesi la ripresa nel 1945, dopo le dolorose vicende belliche, della processione della Liberatrice con la partecipazione ufficiale delle autorità religiose e civili.

Roberto Saccarello


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