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Quale Viterbo erediteranno le future generazioni?

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L'incontro dell'8 maggio

L’incontro dell’8 maggio

Paolo Pelliccia

Paolo Pelliccia

 Laudato sì

Laudato sì

Papa Francesco

Papa Francesco

Viterbosponsorizzato – Quando si parla di clima e di sviluppo sostenibile il ruolo delle religioni e della spiritualità non viene quasi mai citato. Eppure uno dei documenti più cristallini e incisivi sulle cause del problema e sulla direzione da intraprendere è l’ultima enciclica di Papa Francesco, Laudato si’. Sulla cura della casa comune.

Non si tratta infatti un appello rivolto solo ai credenti ma a tutti gli abitanti del pianeta e come tale si preoccupa di dare una valenza morale universale alla cura della casa comune.

Questo è possibile perché l’enciclica dimostra come la questione dello sviluppo sostenibile sia oggi il punto di incontro di tutte le nostre maggiori domande, sia quelle della scienza che quelle della politica, dell’economia e della religione.

Perché si tratta di scegliere quale posto occupare nel mondo, quale mondo lasciare alle future generazioni. 
Come ci ricorda Chicco Testa, presidente Fise – Assoambiente e uno degli ospiti dell’evento dell’8 maggio “Laudato si’. Economia circolare per costruire comunità sostenibili” incentrato sui temi dell’enciclica: “In realtà ciò per cui dobbiamo lavorare è il mantenimento di uno specifico e storicamente determinato equilibrio ecologico.

Quello degli ultimi secoli che hanno permesso alla specie umana di prosperare e moltiplicarsi. Non è un atto di altruismo il nostro, ma l’ esatto contrario. Dobbiamo conservare il Pianeta e questo specifico equilibrio ecologico per conservare noi stessi” . 

Nella prospettiva olistica adottata dall’enciclica Laudato si’ l’esperienza di comunione universale di Francesco d’Assisi e la cruda realtà scientifica – che ci testimonia che siamo fatti della stesa materia delle stelle e allo stesso tempo ci pone di fronte al primo vero collasso ecologico entro 12 anni – si incontrano e si rafforzano per motivare al cambiamento i cuori e le menti dell’umanità.

È questo in fondo lo scopo dell’evento e del progetto che Ecologia Viterbo assieme al Consorzio Bibliotecario di Viterbo con la collaborazione di Luca Sossella Editore, e la cura di Domenico Canzoniero (ndb il marketing consapevole), hanno messo in campo: dare alla comunità locale un’occasione per capire meglio cosa c’è in gioco quando parliamo di sostenibilità e muovere verso un cambiamento nella costruzione di un futuro sostenibile.

Ma se a livello locale la sensibilità e la progettualità sono in movimento sul fronte politico nazionale e internazionale poco o niente sembra muoversi. 
Francesco Ferrante, vice presidente di Kyoto Club e anche lui tra gli invitati dell’8 maggio a Viterbo, giustamente sottolinea come “L’innovazione tecnologica ci consente di usare in maniera molto più efficiente le risorse e recuperare le materie, avremmo tutti gli strumenti tecnologici per affrontare la crisi globale. Il fatto che la politica rimanga sostanzialmente immobile e indifferente è un crimine contro le future generazioni.”

C’è in vero qualche segnale positivo – come il riconoscimento dello stato di emergenza climatica da parte del governo inglese proprio in questi giorni – ma se vogliamo davvero invertire la rotta dobbiamo intervenire presto e di comune accordo su tutto il pianeta. È l’unica strada perché gli sforzi fatti a livello locale possano avere un senso e non diventare un soltanto piccoli strumenti di attenuazione del disastro.

Per chi vuole approfondire il tema l’appuntamento è per l’8 maggio alle ore 10 al Teatro dell’Unione, in piazza Verdi a Viterbo con Vito Mancuso, S.E. Monsignor Vincenzo Paglia, Chicco Testa, Francesco Ferrante, Donato Speroni e Pierpaolo Lombardi A.D. Ecologia Viterbo.


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