Montefiascone – (sil.co.) – Rapinatore tradito dal sopracciglio rasato, ma “era una moda” e viene assolto.
E’ il presunto autore del colpo messo a segno il pomeriggio del 6 luglio 2017 alla cartolibreria di via Dante Alighieri. Ieri è stato assolto il 26enne nigeriano arrestato poco dopo in un centro di accoglienza di Montefiascone, finito sotto processo davanti al giudice Silvia Mattei con l’accusa di rapina impropria.
Colpevole per l’accusa, che aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo di reclusione e 800 euro di multa.
Erano circa le 17 quando due persone di colore fecero irruzione nell’esercizio commerciale, spegnendo la luce e intimando alla titolare di stare ferma, mentre si appropriavano del contenuto delle due casse presenti nel negozio, per un bottino attorno ai 1200 euro.
Uno dei due presunti rapinatori, riconosciuto dalla vittima per via del caratteristico sopracciglio, mancante di una parte, fu arrestato poco dopo dai carabinieri presso un centro d’accoglienza falisco. Il complice, invece, anche lui un giovane di colore, non è mai stato identificato. La commerciante, assistita dall’avvocato Silvia Lombardi, si è costituita parte civile.
Il processo si è chiuso ieri con la riqualificazione del reato in furto aggravato – non essendoci stati né violenze, né minacce – e l’assoluzione dell’imputato per non avere commesso il fatto anche da questa accusa.
Nel corso della discussione, il difensore Lorenzo Lepri ha sottolineato come non siano emerse prove a carico del 26enne, che si è sempre proclamato innocente e che quel giorno, all’ora del colpo, secondo quanto testimoniato da alcuni connazionali ospitati nello stesso centro, si sarebbe trovato con loro a Viterbo.
“Non bastano i capelli rasta, la maglietta rossa e il sopracciglio rasato. In molti avevano le stesse caratteristiche e il sopracciglio rasato era un moda, anche se il suo è un tratto somatico genetico”, ha sottolineato Lepri.
Il giudice Mattei, assolvendolo, ha anche revocato l’obbligo di dimora a Montefiascone. E’ apparso sollevato il giovane, riconosciuto innocente a distanza di quasi due anni, il quale non ha mancato un’udienza del processo.
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