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San Pellegrino sfiorito e spelacchiato

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Viterbo - San Pellegrino in Fiore 2019

Viterbo – San Pellegrino in Fiore 2019

San Pellegrino in fiore senza fiori

San Pellegrino in fiore senza fiori

Viterbo – Una San Pellegrino in fiore davvero deludente. Più che sotto tono. Neanche sembra più l’evento conosciuto. Quello dove trionfavano le piante e i fiori.

Dove le piazze e le vie del centro storico medievale tra i più belli d’Italia erano veramente trasformate e adibite in giardini. Di quella roba ormai non c’è più neanche il profumo.

Non si capisce come si possa sciupare anche qualcosa che funziona già da anni. Attraendo migliaia di persone da tutto il paese. E che rappresenta una delle poche iniziative belle e sensate che una cittadina come Viterbo riesce a offrire. Incredibile. 

Poi la gente comunque arriva da ovunque. Ma questo non resta un sintomo di successo. Perché ormai è risaputo che la manifestazione dei fiori di Viterbo è una attrattiva meritevole. Un appuntamento fisso da anni. Ma se si continua così, quale sarà il passaparola di cui si beneficerà per le prossime edizioni?

Adesso c’è da chiedersi se dopo una “sfioritura spelacchiata” come quella di questo anno, i visitatori di oggi potranno farsi portatori sani di nuovo pubblico. Ma possibile che nessuno si chiede cosa la gente ne possa pensare? Perché i cittadini e i turisti vengono presi per il naso?

Perché si continua a pensare che nell’era che tanti amano chiamare 2.0, anziché evolversi basta replicare sottraendo rispetto a quando si era partiti? Naturale bisogna chiedersi per quale ragione i comuni non investono per bene. Evitando di controllare come i soldi pubblici vengano spesi. Rendicontando i risultati di un operato. Come si fa a non vedere che la piazza San Lorenzo di un anno fa sembra un altro posto rispetto a quella di oggi?

Il peggioramento operativo è evidente. Con risultati visibilmente mediocri. Piazza San Lorenzo è stata allestita da quattro, o poco più, tendoni osceni per la vendita di qualsivoglia cianfrusaglie e di qualche vasetto di piccoli garofanetti con tanto di cartello scritto con pennarello, “cinque euro al pezzo”. Accanto allo scempio scenografico di un giardino inesistente, una bella casetta in legno per cucinare e vendere pizza fritta. Tanto per recuperare l’aroma di una fioritura mancante.

Quale esempio rappresenta questo per il futuro? Quali saranno i turisti che continueranno a tornare dopo aver visto i cali peggiorativi evidenti di una manifestazione che dovrebbe nascere e crescere per il benessere di una città?

La cosa che più colpisce in una manifestazione, che tra l’altro proprio per questo anno è addirittura stata prolungata fino al 5 maggio, è l’assenza quasi totale di quel verde e di quelle piante e assetti decorativi che hanno sempre caratterizzato magnificamente la manifestazione di “San Pellegrino in fiore”.

Poi lo spuntare di tanti banchi di vendita di oggetti di vario genere, abbigliamento, bigiotteria e persino piccoli elettrodomestici per cucinare, impastare, frullare. Ma quale è la logica? E questi stand orrendi con tettoia di telo bianco buttati in mezzo a una piazza medievale cosa c’entrano?

Se l’obiettivo era stendere un pugno in un occhio ai passanti, beh è stato indubbiamente centrato con successo. E le piante e le decorazioni floreali o gli alberi dove sono finiti? Sono rimasti nei vivai perché si sono vergognati di far parte di una ennesima fiera di cineserie ambulanti forse.

La cosa certa è che intanto le aiuole e i muri del centro storico sono pieni di “panatara”. Come l’uscita dagli ascensori che portano dal parcheggio a piazza San Lorenzo. L’ingresso fuori dalle mura di Valle Faul ha un generoso mezzo metro di erbacce ad accogliere chi arriva. E lo sterco di piccione, a partire dal cortile del palazzo dei Priori, trionfa sovrano per tutto il centro storico. Come uno stucco d’epoca visto da quanto tempo si trova lì incollato sotto lo sguardo inerme e imbarazzato di chi viene a visitare la città viterbese e ancora riserva un briciolo di senso di decenza piuttosto che speranza.

Valeria Conticiani 


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