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“Sembravano dei bravi ragazzi di cui potersi fidare…”

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Stupro al pub - Gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate (a destra)

Tribunale – I difensori Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate (a destra)

Stupro al pub - L'avvocato Franco Taurchini

Tribunale – L’avvocato Franco Taurchini

Michele Adragna

Il pm Michele Adragna

Tribunale - La presidente Maria Rosaria Covelli, il giudice Rita Cialoni e il procuratore capo Paolo Auriemma

Tribunale – Il gip Rita Cialoni (al centro), con la presidente Maria Rosaria Covelli e il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – Stupro all’Old Manners Tavern: chiuso l’incidente probatorio, la palla torna al pm Michele Adragna, che ora potrebbe già chiudere l’inchiesta e chiedere il giudizio immediato al giudice per le indagini preliminari. Oppure disporre ulteriori accertamenti. 

Sui giovani pesano, oltre alla querela della 38enne, rinforzata dall’audizione protetta di ieri, le immagini, che loro stessi hanno ripreso col telefonino, del brutale stupro, a turno, mentre la donna era nuda e inerme sul pavimento, in stato di palese seminconscienza, stordita da un mix di alcol e psicofarmaci e dal pugno che le avrebbe sferrato uno dei due quando si è ribellata.  

“Intelligente, coraggiosa e coerente”, così l’avvocato Franco Taurchini descrive intanto la sua assistita, ovvero la 36enne viterbese violentata da due 20enni di estrema destra, arrestati il 29 aprile, nel circolo privato di CasaPound di piazza Sallupara, a Viterbo, la notte tra l’11 e il 12 aprile scorsi. 

“Ci sono aspetti poco chiari e contraddizioni”, commentano invece le oltre due ore di incidente probatorio gli avvocati Giovanni Labate e Marco Valerio Mazzatosta, difensori col collega Domenico Gorziglia del consigliere comunale di Vallerano 19enne Francesco Chiricozzi e del militante viterbese 21enne Riccardo Licci. 


“Mi sono fidata, non mi sentivo in pericolo”

“È riuscita a raccontare abbastanza serenamente, anche se in qualche momento si vedeva che voleva piangere, che si tratteneva, però è riuscita a dimostrarsi equilibrata, senza atteggiamenti di odio o di rabbia”, ha detto ieri uscendo dal tribunale il difensore Franco Taurchini della sua assistita, definita “intelligente, coraggiosa e coerente”.

“Quella sera – avrebbe detto la donna al gip Rita Cialoni – dopo avere preso l’ansiolitico che prendo abitualmente, mi sono resa conto che avevo una gran fame, quindi sono scesa al pub sotto casa per prendere una pizza. Mi sono seduta a un tavolo, dove c’erano anche altre persone e quei ragazzi, con cui abbiamo iniziato a chiacchierare. Era tardi e il locale era in chiusura, così quando mi hanno invitata ad andare con loro mi sono fidata, mi erano sembrati dei bravi ragazzi, non mi sentivo in pericolo, era per trascorrere la serata, perché spesso sto da sola”.

Il pugno in faccia alla 36enne, secondo il difensore di parte civile Franco Taurchini, lo avrebbe sferrato il 19enne Francesco Chiricozzi: “Quello che ci stava provando in continuazione”. Dopo il cazzotto, c’è stato il famoso black out, durante il quale la donna, semincosciente, è stata violentata brutalmente per ore, ripresa coi cellulari dai 20enni mentre la stupravano a turno. 

Colpa del mix di alcol e sonniferi. “Della sera non ricorda niente – dice il legale -. A mio parere, per avere assunto il farmaco che il suo medico le aveva segnato per l’insonnia e i problemi di ansia assieme a dell’alcol, anche se in misura non eccessiva. Alcol al quale si è aggiunto l’amaro offerto da Licci e Chiricozzi, che ha una gradazione alcolica molto elevata”.

“Il risultato è stato il buio totale, fino al risveglio piena di lividi e con l’occhio nero, successivamente ai quali ha scoperto che questi gentiluomini, oltre che menarla, l’avevano violentata. Ha avuto un trattamento che certo non si meritava”, la conclusione.


“Mentre facevamo sesso a tre, lei è caduta dal tavolo sul pavimento”

“I nostri assistiti hanno conosciuto la donna in un conteso assolutamente amichevole, cordiale e di assoluta disponibilità”, il commento a caldo dei difensori di Licci e Chiricozzi.

Subito dopo l’audizione protetta, non si è parlato di vittima consenziente, come era successo dopo l’interrogatorio di garanzia del 30 aprile. In quell’occasione i 20enni avrebbero sostenuto che i lividi e l’occhio nero riportati dalla 36enne sarebbero stati solo il frutto di sesso spinto, condiviso da tutti i partecipanti.

“Mentre facevamo sesso a tre, lei è caduta dal tavolo sul pavimento”, avrebbero detto per giustificare le lesioni riportate, compreso l’occhio nero, giudicate guaribili in sette giorni dai sanitari del pronto soccorso di Belcolle. 

“È stato un incidente probatorio lungo e articolato. Sono state sviscerate tutte le dinamiche dei fatti. La persona offesa ha dato delle spiegazioni, a tratti generiche. Anche perché ha difficoltà a rievocare, a ricordare esattamente quanto è successo. A tratti sono emerse alcune contraddizioni con quanto emerso durante l’attività investigativa”, secondo gli avvocati Labate e Mazzatosta. 

“Altro non possiamo dire – hanno concluso – anche perché aspettiamo la trascrizione per leggere in maniera più dettagliata e compiuta quanto emerso questa mattina. I nostri assistiti hanno conosciuto questa persona in un conteso assolutamente amichevole, di cordialità e di assoluta disponibilità. Su quello che è successo dopo ci sono delle versioni discordanti”. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Video – Gli avvocati: Franco Taurchini all’uscita dal tribunale – Mazzatosta e Labate all’uscita dal tribunale – “Per i ragazzi il rapporto era consensuale” – Il procuratore capo Auriemma: “Solidi elementi di prova” – Violenza di gruppo, l’arresto dei due giovani  – Violenza di gruppo, l’arresto dei due giovani


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