Viterbo – “Solo il Pd può fermare l’uomo dalla felpa facile…”. La campagna elettorale per europee e comunali entra nel vivo ed Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd, arringa i suoi alla presentazione degli eurocandidati Massimiliano Smeriglio e Lina Novelli.
Ce l’ha con la destra, la deriva salviniana. L’uomo dalla felpa facile. “Chissà che guardaroba deve portarsi dietro ogni volta. Per noi che ci spostiamo di paese in paese sarebbe impossibile. Da Vallerano a Vignanello manco faremmo in tempo a cambiarci”.
La butta sullo scherzo, anche perché l’abbigliamento del leader leghista è il minimo.
Panunzi guarda la sala del Salus Terme. È piena. “Stasera abbiamo battuto tutti i record – osserva Panunzi – poltrone piene e posti in piedi esauriti. Ma quello che conta è che qui non c’è gente anonima. Voi non siete dei mi piace su Facebook. Ognuno ha una storia da mettere insieme. È energia per il Pd”.
Ne servirà: “Per sconfiggere la peggiore destra che ci sia – osserva Panunzi – perché oggi se uno dice sono fascista, il problema non è lui, ma l’antifascita. Io rispetto tutti, ma mai l’odio, la violenza, la soppressione e la negazione delle idee altrui. C’è chi ha versato sangue per concedere la libertà d’espressione. Anche a queste persone che altrimenti certe cose non avrebbero potuto dirle”.
Panunzi interviene per ultimo. Ricorda a tutti l’importanza della scadenza elettorale. “Se questo Pd può avere un futuro, lo capiremo il 26 maggio. Il risultato ci dirà se c’è un’inversione di marcia, una prima risposta al nuovo corso dato da Zingaretti”.
Servirà impegno, ma non è certo dell’impegno di tutti. “Non sono convinto – precisa Panunzi – che tutti lavoreranno perché questo accada. Non so a cos’altro si possa lavorare, solo il Pd può fermare la deriva dell’uomo dalla felpa facile. Con tutti i limiti e le riserve del caso, ci siamo solo noi”.
Eppure: “Nel Pd c’è chi vuole ancora litigare. Ma litigare per cosa, se siamo feriti e in infermeria?”.
Apprezza l’adesione del sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti. In particolare per il tempismo. “Ha capito il momento storico che stiamo attraversando.
Non è un problema di destra o di sinistra, ma di chi nega i principi dell’umanità e di chi, al contrario, li afferma.
Con Casale Bruciato abbiamo visto bestie feroci libere di azzannare la povera gente che non ha diritto nemmeno d’uscire di casa. E nessuno si meraviglia. Una deriva nata da pochi facinorosi e con chi si volta dall’altra parte.
Io ho sempre predicato libertà di decidere e d’espressione, ma stavolta mi schiero, con l’umanità di papa Francesco, voglio stare con quella gente e non con le belve che azzannano”.
Parla di Lina Novelli: “Una donna, un sindaco che anche quando non aveva più ruoli era sempre presente. Per questo, dopo cinque anni è tornata e ha vinto contro il candidato uscente. La nostra comunità si misura sulle preferenze per Lina Novelli”.
Massimiliano Smeriglio: “La sua elezione è fondamentale per dare corso alla nuova leadership e alla nuova strada impostati dal segretario Zingaretti”. Per questo si raccomanda con tutti i presenti: “Non andate via senza avere preso i due biglietti (i volantini elettorali dei due), questa è la prima fase. La seconda è non buttarli e la terza, convincere altra gente”.
Sul palco si alternano i candidati sindaco, Antonio Zezza (Civita Castellana), Sandro Celli (Tarquinia), Pietro Soldatelli (Nepi), il presidente della provincia Pietro Nocchi, Alessandro Mazzoli, che parla di una nuova Europa necessaria ma avverte sui rischi che si correrebbero abbandonandola, come qualcuno ipotizza. E sui candidati: “Il Pd è l’unica grande forza che ne esprime uno del territorio, Lina Novelli”.
In sala si rivede Giuseppe Parroncini, c’è pure Ugo Sposetti. Non è seduto. Gira tra la folla. L’assessora regionale Alessandra Troncarelli ricorda come l’Europa che sembra così lontana, in realtà lo è molto meno: “Molti progetti sono possibili grazie ai fondi che arrivano dall’Europa. Tante opere realizzate, per le fasce più deboli, a sostegno delle imprese, provengono da lì”.
E se Lina Novelli parla di lavoro, inclusione, lotta alla disoccupazione e nell’affrontare i temi dell’ambiente chiama in causa anche Greta, Massimiliano Smeriglio si sofferma sulle ragioni che hanno portato alla vittoria del Pd in regione, quando altrove accadeva il contrario.
“Abbiamo ben governato, con un campo largo – osserva Smeriglio – una coalizione che pur nelle differenze è stata capace di diventare squadra e Zingaretti queste differenze le ha valorizzate. Dentro questa campagna elettorale, l’esperienza del Lazio deve entrarci”.
In prima fila, tra i presenti, anche Giacomo Barelli. Pure lui e la lista civica Viva Viterbo sono a sostegno di Smeriglio. Poco prima c’è stato un incontro al teatro Caffeina proprio con l’ex vice presidente della regione Lazio. Sostegno come civici. Non sono previsti altri passaggi nel Pd. Non da questa parte, almeno.
Giuseppe Ferlicca







