Viterbo – Stupro al pub di CasaPound, la 36enne durante l’incidente probatorio ha confermato il black out successivo al pugno in faccia ricevuto da Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, arrestati per violenza sessuale di gruppo e lesioni aggravate dalla minorata difesa della vittima, che poi avrebbero brutalmente stuprato a turno, filmandosi con il cellulare e condividendo il video con parenti e amici.
“Effusioni” al pub di via Genova…
Stordita, picchiata e seviziata al circolo privato del movimento di estrema destra. Poco si sa, invece, di quello che è accaduto prima, quando la vittima e i carnefici si sono conosciuti al Toto’s Pub di via Genova, prima di andare insieme all’Old Manners Tavern di piazza Sallupara.
Ci sarebbero però cinque testimoni, le cui deposizioni sono al vaglio della procura. Testimoni che quella sera si trovavano anche loro nel locale e avrebbero visto il terzetto ridere, scherzare e scambiarsi effusioni. La donna sarebbe stata su di giri, allegra e disponibile. D’altro canto la stessa 36enne ha detto: “”Sembravano dei bravi ragazzi di cui potersi fidare”.
Uno dei testimoni, però, avrebbe fornito una versione differente della serata. Anzi due. La prima nell’immediatezza, la seconda tornando in questura pochi giorni fa, il 13 maggio, per rivedere la sua deposizione. Si tratterebbe di un giovane amico o quanto meno conoscente degli arrestati, il quale in prima battuta si sarebbe limitato a dire di avere visto la 36enne scambiarsi generiche effusioni in bagno con Chiricozzi.
Poi avrebbe detto di essersi recato anche lui in bagno con la donna, con la quale si sarebbe scambiato un bacio. Lei si sarebbe lasciata scoprire il seno e calare un poco i pantaloni, mostrando così dei tatuaggi, uno dei quali su un gluteo o comunque all’altezza delle natiche. Una versione che però sarebbe stata smentita da alcune foto acquisite il 20 maggio, giorno dell’incidente probatorio, dagli investigatori. Immagini della 36enne, in cui si vede come il presunto tatuaggio sul sedere si trovi in realtà nella parte anteriore di una gamba, poco sopra la caviglia. Il che mettere in dubbio l’attendibilità del testimone.
Daniele de Bracciano e gli altri…
Nel frattempo, ci sarebbero diverse posizioni al vaglio degli inquirenti. Se da un lato, infatti, contro Licci e Chiricozzi c’è la prova schiacciante del video in cui fanno sesso spinto con una donna semincosciente, dall’altro potrebbero esserci più persone che rischiano di essere indagate per favoreggiamento.
Un filone parallelo che vede al primo posto della lista l’ormai famoso “Daniele de Bracciano”.
Tre i messaggi giunti sul cellulare sequestrato a Licci la sera del 12 aprile, mentre la polizia stava facendo le prime perquisizioni. I primi due sono per dire al 21enne di cancellare foto e video dello stupro e fare l’hard reset del cellulare. Il primo inviato da “Daniele de Bracciano” e il secondo dal fratello “Dodo”. Il terzo messaggio, quello più esplicito, è invece del padre, che gli dice di buttarlo.
“Riccà, leva tutti i video e tutte le foto di quella di ieri sera. Ci so’ le guardie al pub. Di corsa”, scrive “Dodo” al fratello Riccardo, il 21enne militante viterbese di CasaPound arrestato il 29 aprile con Francesco Chiricozzi. “Fai l’hard reset del telefono”, gli intima “Daniele de Bracciano”. L’ultimo è quello ormai famoso del padre, il più spiccio: “Riccardo butta il cellulare subito”.
Il padre di Licci ha detto a “Chi l’ha visto?” di essere stato avvisato da”amici”, perché il figlio aveva lasciato il telefono a casa spento e non riuscivano a rintracciarlo.
Daniele, sempre che sia il suo vero nome, ha scritto anche sulle chat del Gruppo Bazzi e del Blocco Studentesco. Erano circa le 23 del 12 aprile quando, dopo la denuncia della 36enne, stavano scattando le perquisizioni, prima all’Old Manners Tavern e poi a casa dei ragazzi, mirate all’acquisizione dei cellulari, anche se la donna non avrebbe saputo ancora niente del filmato, del quale avrebbe saputo solo la settimana successiva dalla polizia.
Sul Gruppo Bazzi, alle 23,36 del 12 aprile, “Daniele de Bracciano” scrive: “Fai così, chiamalo e dije che arrivano le guardie a perquisì, poi cancellate i messaggi. Regà, cancellate che sto giro so’ cazzi pe’ tutti sennò”. E sempre “Daniele de Bracciano”, alle ore 23,39, sulla chat del Blocco Studentesco, scrive: “Cancellare obbligatoriamente la chat. Sia chiaro, obbligatoriamente. No domande”.
Ad esaminare i telefonini sequestrati al 19enne e al 21enne in carcere dal 29 aprile sarà l’ingegnere Sergio Civino, lo stesso perito cui è stata affidata la consulenza sui cellulari dei “bulli di Manduria”, che si è preso due mesi per depositare le conclusioni.
Sarà lui a chiarire, recuperando i dati cancellati, chi ha fatto cosa, quante persone sapessero del video, con chi è stato condiviso, eccetera. In base alla relazione saranno più chiare agli inquirenti le varie posizioni.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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