Viterbo – Stupro al pub di Casapound, chiesti i domiciliari per Chiricozzi e Licci.
Per gli avvocati dei due ragazzi di 19 e 21 anni accusati di violenza sessuale di gruppo e lesioni aggravate nei confronti di una 36enne la misura cautelare del carcere è troppo dura e, soprattutto, non ce ne sarebbero i motivi.
“Abbiamo chiesto i domiciliari per entrambi – annuncia l’avvocato Valerio Mazzatosta, difensore di Riccardo Licci con il legale Domenico Gorziglia – perché non c’è né rischio di inquinamento delle prove, né altri elementi che possano giustificare la detenzione in carcere”.
La richiesta di alleggerimento della misura cautelare è stata presentata ieri dai legali del 19enne Francesco Chiricozzi e del 21enne Riccardo Licci. I due, entrambi attivisti di Casapound, sono stati espulsi dai vertici del movimento di estrema destra subito dopo la notizia degli arresti. Licci, viterbese, era solo un attivista, mentre Chiricozzi, per Casapound, era stato anche eletto consigliere comunale di Vallerano.
Le accuse nei loro confronti sono gravissime: stupro di gruppo e lesioni personali aggravate. Il tutto provato da alcuni filmati che non lascerebbero spazio a dubbi. Così come i referti medici che parlano di segni e lividi evidenti.
Quel giovedì sera, l’11 aprile scorso, la 36enne conosce Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci al Toto’s pub di Viterbo, in via Genova. Dopo quattro chiacchiere e una bevuta insieme i tre decidono di spostarsi da un’altra parte: all’Old Manner’s Tavern, il circolo privato di Casapound di piazza Sallupara, che dista circa un chilometro da lì. Una volta dentro il locale la situazione precipita.
Secondo la procura la ragazza sarebbe stata stordita, aggredita e violentata ripetutamente a turno dai due. Per la difesa, invece, il rapporto è stato interpretato come consenziente dai due giovani e le lesioni sarebbero dovute solo al fatto che è stato consumato su una superficie dura.
La 36enne, rappresentata dall’avvocato penalista Franco Taurchini, racconta di essersi risvegliata in casa propria la mattina di venerdì 12 aprile col volto tumefatto e stordita. “Non ricorda i particolari del rapporto – spiega Taurchini -, non sapeva nemmeno che ci fossero dei video che provano quello che è successo. Ricorda dei colpi, un’aggressione, poi il buio più totale fino alla mattina dopo. Non sa nemmeno chi e come l’abbia riaccompagnata a casa”.
Gli arresti da parte della squadra mobile e della Digos sono scattati all’alba di lunedì 29 aprile, diciassette giorni dopo quella mattina in cui la vittima si era presentata al pronto soccorso di Belcolle. Diciassette giorni che sono serviti agli inquirenti per avere un quadro preciso della situazione, ascoltare persone, ottenere prove. “Indagini meticolose e approfondite – le ha definite il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma – che sono state svolte nel migliore dei modi”.
I filmati che Chiricozzi e Licci hanno girato quella notte sono finiti nelle mani della polizia. Loro non si sarebbero nemmeno preoccupati di cancellarli dalla memoria del cellulare. Ma quella che per l’accusa è la prova regina della violenza sessuale, ieri durante l’interrogatorio di garanzia dei due ragazzi è stata descritta diversamente.
“Il rapporto c’è stato – ha spiegato fuori dal tribunale l’avvocato Giovanni Labate che difende, insieme a Domenico Gorziglia Francesco Chiricozzi –, ma loro lo hanno interpretato come consenziente da parte della persona offesa”.
Ora la difesa attende di sapere se la richiesta di alleggerimento della misura cautelare, dalla detenzione in carcere ai domiciliari, sarà accolta o meno.
Francesca Buzzi
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Video: Gli avvocati: “Per i ragazzi il rapporto era consensuale” – Il procuratore capo Auriemma: “Solidi elementi di prova” – Violenza di gruppo, l’arresto dei due giovani – Violenza di gruppo, l’arresto dei due giovani



