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Stupro di gruppo al pub di CasaPound, oggi l’interrogatorio protetto della vittima

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate all’uscita dal tribunale di Viterbo

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Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?"

Stupro al pub di Casapound – Il caso a “Chi l’ha visto?”

Viterbo – (sil.co.) – Stupro di gruppo al pub di CasaPound, oggi in tribunale è il giorno dell’audizione protetta della vittima.

Per tutelare la 36enne, come sollecitato anche dal difensore Franco Taurchini, saranno presi una serie di accorgimenti. Anzitutto per evitare che incontri i presunti aguzzini. 

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, i due ventenni di Viterbo e Vallerano in carcere dal 29 aprile, giungeranno in tribunale scortati dalla polizia penitenziaria, dopo di che saranno fatti accomodare in una stanza diversa rispetto a quella della donna, dotata di monitor, assieme ai difensori Giovanni Labate, Marco Valerio Mazzatosta e Domenico Gorziglia.

La donna, inoltre, sarà assistita da una psicologa nel corso dell’interrogatorio, che si svolgerà nella forma dell’incidente probatorio per cristallizzare la sua versione e perché non debba testimoniare in aula in caso di processo. Al suo fianco, oltre al legale Taurchini, ci sarà la dottoressa Miria Brinchi. Il gip è Rita Cialoni, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pm Michele Adragna, titolare delle indagini. 

Al di là della denuncia della vittima, il consigliere comunale e il militante del movimento di estrema destra, sono stati inchiodati da immagini e filmati dello stupro trovati sul cellulare di Licci, che non avrebbe fatto in tempi a cancellare le prove quando, anche in chat, è scattato l’allarme che la polizia stava perquisendo il pub.

Licci, la sera del 12 aprile, 24 ore dopo la violenza, non sarebbe stato raggiungibile nemmeno dal padre e dal fratello, avendo lasciato il telefono spento a casa, dove è stato trovato e sequestrato durante la perquisizione. Chiricozzi avrebbe invece cancellato le tracce compromettenti dal suo smartphone e anche dai nastri delle telecamere della videosorveglianza del locale.

Sui cellulari dei due ragazzi la procura ha disposto una perizia informatica affidata allo stesso esperto che sta lavorando al caso dei bulli di Manduria. Anche per chiarire se il filmato sia stato condiviso e con chi. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Video: Gli avvocati:  “Per i ragazzi il rapporto era consensuale” – Il procuratore capo Auriemma: “Solidi elementi di prova” – Violenza di gruppo, l’arresto dei due giovani  – Violenza di gruppo, l’arresto dei due giovani



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