Viterbo – Omicidio in via San Luca, Michael Pang avrebbe mangiato un kebab dopo il delitto.
E’ quanto sostiene un testimone titolare di un kebab nei pressi del negozio Fedeli vogue in una dichiarazione al Corriere della sera.
Dopo l’omicidio del proprietario del negozio di abbigliamento Norveo Fedeli, Pang si sarebbe recato da un kebabbaro nelle vicinanze di via San Luca e avrebbe mangiato e parlato con il titolare.
“Ha preso un kebab da me – dice al Corriere della sera il titolare dell’eserzio -, verso le 18,35/18,40, il giorno stesso dell’omicidio. Si è trattenuto dieci minuti e poi è andato via: aveva un autobus alle 19”.
Pang, agli occhi del commerciante, sarebbe apparso “normale, non ha detto niente, non tradiva emozioni. Ha voluto un kebab, l’ha mangiato e se n’è andato”.
Il proprietario del piccolo fast food non aveva visto Pang per la prima volta. Il 22enne, infatti, si sarebbe recato altre volte a mangiare lì e aveva parlato qualche volta con il titolare dicendo che avrebbe voluto aprire un ristorante.
“Gli ho detto che, se voleva, dopo che si era procurato tutti i permessi, poteva parlare col proprietario del locale a Vetralla dove avevo un’attività, fino a qualche mese fa – spiega il testimone -. Ma non dovevamo aprirla insieme. Non gli ho proposto di creare una società”.
Il proprietario dell’esercizio di kebab è già stato ascoltato dai carabinieri e dal pm Eliana Dolce e stanno valutando l’attendibilità di ciò che dichiara.
Altra testimonianza da parte di una vigilessa che quel giorno era in servizio vicino alle scuole della zona.
“Ho visto quel ragazzo sudcoreano uscire e poi rientrare nella boutique alle 12,30. Io, in genere, arrivo sempre a quest’ora, metto una transenna alla fine di via San Luca e resto qui a deviare il traffico. Cercava di chiudere le inferriate del negozio ma non ci riusciva, sembrava un dipendente. L’ho visto rientrare e ho pensato che sarebbe subito uscito Norveo ad aiutarlo. Ho anche pensato che il ragazzo potesse essere solo, delegato dai titolari, che erano fuori per lavoro, a chiudere il negozio. Sai quando ti dai delle spiegazioni che ti sembrano razionali? Ecco, così…”.
La vigilessa avrebbe anche notato la busta sulla scarpa di Pang.
“Ho pensato che avesse un piede rotto e una specie di scarpa ortopedica. Anche perché si muoveva lentamente, non aveva l’aria di uno che sta scappando. Sembrava molto naturale, nessun atteggiamento sospetto”.
Era il primo pomeriggio del 3 maggio quando Pang è entrato nel negozio di Norveo Fedeli e lo ha ucciso prendendolo a sgabellate. Il giovane è stato arrestato dopo 24 ore dai carabinieri di Capodimonte.
Ed è stato lo stesso 22enne a confessare di essere il responsabile dell’omicidio.

