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Un calcio al pallone nel nome di Giuseppe, al via il terzo memorial Centamore

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Giuseppe Centamore

Giuseppe Centamore

Viterbo - Terzo memorial Giuseppe Centamore - Calcio Tuscia e Sorianese

Viterbo – Terzo memorial Giuseppe Centamore – Calcio Tuscia e Sorianese

Viterbo - Terzo memorial Giuseppe Centamore - Calcio Tuscia e Sorianese

Viterbo – Terzo memorial Giuseppe Centamore – Calcio Tuscia e Sorianese

Viterbo – Sono passati quasi due anni dalla tragica morte di Giuseppe Centamore, il 16enne che ha perso la vita in una piscina in Francia. Era il 30 giugno del 2015. E ieri, continuando nella tradizione che è iniziata nel 2017, ha preso il via il terzo memorial a lui intitolato. Un torneo di calcio giovanile, nel nome di Giuseppe.

Organizzato dalle associazioni sportive dilettantistiche Asd Viterbo Calcio e Go event si terrà fino a lunedì 27 maggio, all’impianto sportivo della parrocchia di santa Barbara. Due i gironi, per otto squadre di categoria pulcini che scenderanno in campo: Romaria, Calcio Tuscia, Viterbo Calcio, Civita Castellana, Viterbese, Fontus Vetralla, Real Azzurra e Sorianese. Il 27 maggio, dalle 17,30, le finali per il primo, secondo, terzo e quarto posto. Poi la premiazione con coppe e targhe ricordo.

La partita di ieri, disputata alle 18,30, è stata emozionante. In campo, dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria di Giuseppe, sono scese Calcio Tuscia e Sorianese, e il match è stato vinto da Calcio Tuscia. Oggi toccherà a Civita Castellana e Romaria.

“Questo torneo, dedicato alla memoria di mio figlio – spiega il papà di Giuseppe, Salvatore Centamore -, l’ho fortemente desiderato con mia moglie Paola. Con altrettanta enfasi è stato auspicato dagli amici di Peppe. Paolo Tagliolini, allenatore di calcio, ma soprattutto amico, ha fatto in modo di realizzare il nostro sogno, iniziandolo a due anni dalla scomparsa del nostro angioletto. Non ci sono parole per descrivere l’evento. Ringrazio, oltre agli sponsor, i partecipanti. Ragazzi in erba, avviati alle gare. Nonché i responsabili delle squadre, felici di partecipare e di realizzare il torneo”.

Papà Salvatore ricorda la passione di Giuseppe per il calcio. “Anche lui, da ragazzino, giocava a pallore. Non era diventato un campione, ma amava cimentarsi e buttarsi in campo con tutte le sue forze. Questo memorial ci conferma la simpatia che Peppe aveva riscosso negli amici. Chi lo conosceva, i suoi amici e compagni lo ricordano con affetto. Il torneo di calcio è solo una di una serie di eventi che, insieme a mia moglie, sto promuovendo per ricordare la figura di nostro figlio”.

Giuseppe muore il 30 giugno 2015, mentre stava nuotando. Il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes in Francia. Il 16enne è rimasto bloccato sott’acqua, davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina Elisabetta. Erano in vacanza.

Le condizioni di Peppe, come tutti lo conoscevano, sono subito apparse critiche. Trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Nimes, è morto nella notte. Giuseppe era un nuotatore provetto: solo due mesi prima di morire l’ennesimo riconoscimento dalla Larus.

Poco dopo la morte è stata eseguita l’autopsia che ha confermato la dinamica accertata dalle indagini: decesso per annegamento. Tra fine febbraio e inizio marzo 2016, invece, l’esito delle perizie sulla piscina. Giuseppe è stato ucciso da un depuratore troppo potente. Il padre Salvatore ne è sempre stato convinto. “Non un malore a stroncare la vita di mio figlio – ripete da tempo – ma una pompa d’aspirazione che non ha mai allentato la presa”.


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