Viterbo – “Viterbo è una città bellissima, purtroppo mal collegata. Arriva Anna Maria Bernini, presidente dei senatori Forza Italia. Non è la prima volta, oggi l’occasione è il sostegno ad Antonio Tajani, presidente dell’europarlamento e capolista azzurro alle prossime europee.
Incontro da Schenardi. Bernini apprezza: “Un posto bellissimo”. Come la città, che conosce. “Non è la prima volta che vengo – spiega Bernini – ricordo già quando Giulio Marini era sindaco. Una bella città, ma molto male infrastrutturata e non certo per colpa di un primo cittadino.
Non è possibile che sia così, per una città con questa storia e questa bellezza. Basta attraversarla”.
Chi ha la fortuna di visitarla. “Penso a cosa si perdono – prosegue Bernini – le persone che non arrivano qui, perché i circuiti turistici circumnavigano la città”. Se i sindaci possono poco, altri dovrebbero muoversi. “Lo stato – sostiene Bernini – altro che sblocca cantieri. Occorre aprirne tanti, per prendersi cura di un grande paese come l’Italia”.
Al tavolo ci sono il senatore FI Francesco Battistoni, il sindaco Giovanni Arena e il consigliere Giulio Marini. In primo piano i temi della politica nazionale, a dieci giorni dal voto.
La senatrice azzurra si rivolge a più riprese alla Lega, alleato a metà di FI. “Faccio fatica a perdonare loro questo governo.
Un partito come Forza Italia ha la cultura del governo, la cultura del fare, non dell’ululare alla luna”. O degli slogan vuoti. “ Prima gli italiani lo sappiamo – insiste Bernini – ma non si può passare un anno a parlare solo di sicurezza e immigrazione. Ci sono i temi economici, i problemi da affrontare e non finti slogan e finte risoluzioni di problemi.
L’immigrazione richiede certo risposte, Antonio Tajani lo sa bene, lui che gode di un’autorevolezza che non immaginate in ambito europeo”.
L’Europa. Che non è né buona né cattiva. “Come un computer, dipende da come la usi. Può essere fonte di straordinarie opportunità e in Europa abbiamo bisogno di gente che sa fare”.
E nel nostro Paese: “L’italia merita molto di più di questo governo – osserva Bernini – c’è bisogno di gente come Tajani.
L’Europa deve cambiare e noi dobbiamo esserci in questo cambiamento”.
L’ultima stoccata è per le candidature – specchietti per le allodole.
“Tajani e Berlusconi – conclude Bernini – si candidano e in Europa ci vanno sul serio. Matteo Salvini e Giorgia Meloni non ci andranno”.
Ovvero, non lasceranno gli incarichi da parlamentari e nel governo, che sono incompatibili con la carica di europarlamentare. “Occorre serietà”.
Giuseppe Ferlicca




