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Viterbo – “Io e Mauro Rotelli allo stesso tavolo, impensabile fino a poco tempo fa”. Daniele Sabatini lo ammette, strano ma sta accadendo. I due non si sono mai amati troppo. È il quasi miracolo delle elezioni europee per Fratelli d’Italia a Viterbo.
Mettere insieme l’attuale deputato FdI e l’ex consigliere regionale Forza Italia. Anche oggi, alle Terme dei Papi. Uniti nel nome di Roberta Angelilli e Nicola Procaccini, candidati in vista del voto del 26 maggio. Per Sabatini, più la prima. I due si conoscono da tempo e ora si ritrovano nel partito di Giorgia Meloni.
Il tour elettorale li ha portati in giro per la provincia, da Civita Castellana a Ronciglione, quindi il capoluogo e poi Calcata. “Sarà un appuntamento elettorale importante – spiega Sabatini – una grande sfida per un partito come FdI, inclusivo, che aggrega.
Io e Rotelli allo stesso tavolo sarebbe stato impensabile fino a poto tempo fa, ma qui c’è una missione di fondo per la Tuscia, che tutti siamo chiamati a portare avanti”.
A Civita Castellana c’era anche il candidato sindaco Franco Caprioli. Angelilli sull’Europa ha le idee chiare. È stata anche vice presidente del parlamento europeo ed eurodeputata già a 29 anni,
“Abbiamo l’obiettivo di vincere – ha detto Angelilli – per chiedere più attenzione al territorio, per le urgenze immediate. Civita deve rinascere, rimettersi in moto, rilanciando le strutture sportive esistenti e il distretto ceramico”. Sul quale l’attuale consigliera regionale è piuttosto netta: “Prodi con l’ingresso in Europa ha demolito il distretto, perché ha voluto l’ingresso della Cina e adesso spetta all’Europa risollevarlo”.
Quindi un obiettivo politico: “FdI secondo partito del centrodestra”. Dal canto suo, Procaccini vede nel voto del 26 marzo alle europee, l’occasione per rinsaldare l’intesa con la Lega.
“Avanzeremo a Salvini la proposta di fare un fronte comune – osserva Procaccini – di centrodestra, perché come diceva Almirante, l’Europa o va a destra o non parte. La profezia si è avverata, perché adesso non è l’Europa del popolo ma delle banche”.
Sulla città dei Papi, invece: “È Viterbo e non Bruxelles la capitale d’Europa, con i suoi simboli: tradizione, cristianità, cultura”.
Giuseppe Ferlicca





