Nimes (Francia) – Giovane annegato in vacanza in Francia, ieri l’udienza per gli eventuali rinvii a giudizio.
Per la morte di Giuseppe Centamore, che ha perso la vita a soli 16 anni nella piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes, sono indagate per omicidio colposo due società e un responsabile del villaggio vacanze. Al termine dell’udienza di ieri, i giudici del palazzo di giustizia di Nimes si sono presi circa due settimane per decidere sugli eventuali rinvii a giudizio.
“Il rinvio a giudizio delle società sembra certo – dice Salvatore Centamore, padre di Giuseppe -. Mentre per quello della persona fisica ci stiamo battendo”. La famiglia Centamore, dopo che il tribunale aveva escluso le persone fisiche dal procedimento, si era opposta. La corte dell’appello, in seguito a nuove indagini, ha rinviato gli atti ai primi giudici. Da qui l’udienza di ieri.
“La discussione di ieri – spiega Salvatore Centamore – si è concentrata solo sulla persona fisica. Ora siamo in attesa dell’esito dell’udienza, per sapere chi verrà processato. Fino a ora abbiamo assistito a uno squallido rimpallo delle responsabilità, per evitare che venissero indagate persone fisiche. Sia le perizie che le testimonianze additano a entrambe le società le responsabilità. Responsabilità omissive, ossia il non aver posto in essere non solo le più elementari misure di sicurezza (che si presume debbano essere adottate in strutture turistiche) ma addirittura non seguendo le specifiche normative previste dalle leggi in vigore”.
Giuseppe Centamore muore il 30 giugno 2015, mentre stava nuotando. Il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes in Francia. È rimasto bloccato sott’acqua, davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina. Erano in vacanza.
Le condizioni del 16enne sono subito apparse critiche. Trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Nimes, è morto nella notte. Era un nuotatore provetto: solo due mesi prima di morire l’ennesimo riconoscimento dalla Larus.
Poco dopo la morte è stata eseguita l’autopsia che ha confermato la dinamica accertata dalle indagini: decesso per annegamento. Nel 2016, invece, l’esito delle perizie sulla piscina: Giuseppe è stato ucciso da un depuratore troppo potente.


