Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – È una boutade? Una delle solite, consuete ormai abituali “provocazioni”, quella che Vittorio Sgarbi in qualità di sindaco di Sutri, ha lanciato su ogni media poche ore fa?
Dare alloggio al suo buon amico Morgan, recentemente costretto a lasciare la propria abitazione in ragione di un pignoramento, nientepopodimenoche nell’inclita cornice del secondo piano di Villa Savorelli, sempre nel parco dell’Antichissima città.
Non vogliamo neanche lontanamente entrare in merito alle faccende private e personali di Morgan, ce ne cale molto meno di poco e anche di punto, ma alcune domande sorgono spontaneamente in queste accaldate ore.
Ovvero, fermo restando che è giusto, moralmente e praticamente meritorio, dare aiuto a un amico in difficoltà, dargli un tetto, fare insomma opera di misericordia, ci chiediamo quanto possa essere corretto invece utilizzare immobili appartenenti, non al privato primo cittadino ma alla comunità, al comune dunque a tutta la cittadinanza e allo Stato, per motivi che sebbene etici avrebbero bisogno di altre soluzioni.
Avremmo visto con maggior favore ed applaudito fragorosamente se il sindaco, forte anche delle proprie invidiabili finanze e dei suoi straordinari poteri, avesse, spontaneamente, “motu proprio”, messo lui mano al proprio portafoglio e (magari proprio a Sutri) affittato a proprie spese una casa degna per l’amico suo musicista, con tutte le utenze comprese, ove egli potesse ricostituire la propria singolarissima casa-studio-museo.
Sarebbe stato un “beau geste” quello. Invece si è voluto (almeno provare in teoria) ad utilizzare un bene pubblico per un singolo personaggio che non soltanto non è cittadino di Sutri (creando in questo modo un poco simpatico precedente nei confronti di coloro che – cittadini – magari versano in difficoltà abitative da tempo), ma che in tal modo, di fatto, scavalca a grandi passi qualsiasi graduatoria.
Insomma è bene aiutare Morgan, ma privatamente e non a spese della cittadinanza, perché magari prima ci sarebbe qualcuno del luogo, che per quello che sappiamo è anche un artista, o un dotto, ma attraversa un momento di difficoltà (capita anche ai migliori non soltanto a Morgan). Con questo precedente infatti, in futuro, molti potrebbero – a torto o a ragione – sentirsi in diritto di domandare al comune di Sutri non già una “casa popolare”, ma, ad esempio, un paio di stanze di Palazzo Doebbing… No, ci fanno cenno che quelle non sarebbe possibile.
Allora magari qualche stanza del palazzo comunale, oppure l’ufficio dei vigili… Ci sarà pur qualcosa di disponibile per un povero italiano di nessuna o poca fama, quindi che non goda delle luci della ribalta come Morgan?
E poi ancora troviamo interessante notare come ogni forma d’arredo legata a Sutri provenga sempre dalla vicina Perugia e dai suoi dintorni. Ricordiamo l’anno scorso i magnifici vasi di Deruta (per inciso curiosamente simili a quelli prodotti nell’ancor più vicina Civita Castellana) e questa volta la disponibilità offerta dallo studio “Gruppo comodini” di Perugia, a voler curare l’arredamento della nuova dimora del nostro buon Morgan alias Marco Castoldi.
Mentre invitiamo quindi qualsiasi altro artista italiano in difficoltà, a presentare domanda al comune di Sutri, certo che gli verrà dato vitto, alloggio e cotillons, in cambio soltanto di un po’ del proprio tempo, quasi una “residenza di cittadinanza”, l’altra domanda che ci martella forsennatamente i lobi temporali (sarà il caldo) è cosa facciano i consiglieri, assessori e amministratori in queste ore.
Il loro aureo silenzio lacera l’aria più del frinire delle cicale, tutti in attesa… come il capitano Drogo ne “Il deserto dei Tartari” di Buzzati, ma i tartari non arriveranno, i tartari invasori sono l’ignavia, l’ignoranza e la cupidigia che troppi si portano già dentro sin dalla nascita.
Un applauso a Morgan, nuovo, privilegiatissimo cittadino di Sutri
Candida Pittoritto
