Orte – Doping, operazione dei Nas in tutta Italia. A Orte e è stata perquisita l’abitazione di uomo, uno sportivo amatoriale, che secondo gli investigatori sarebbe un assuntore di farmaci vietati. La perquisizione, disposta dalla procura antimafia di Trento, avrebbe avuto esito positivo.
L’indagine è condotta dai carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità di Trento, supportati dai militari della specialità e dell’arma territoriale, tra cui quelli di Viterbo.
Nove le ordinanze d’arresto ai domiciliari emesse nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti a un sodalizio criminoso dedito al commercio di farmaci dopanti e a effetto stupefacente, all’impiego di sostanze dopanti e di procedure vietate come autoemotrasfusione, destinate anche a favore di atleti di varie discipline sportive (body building, ciclismo, arm wrestling e pallavolo), nonché all’esercizio abusivo della professione sanitaria di fisioterapista e dietista.
L’indagine ha toccato le province di Viterbo, Trento, Bolzano, Brescia, Bergamo, Cremona e Modena e Viterbo. Le ordinanze d’arresto e i 42 decreti di perquisizione sono il risultato investigativo determinato dall’indagine “Big Boy”, condotta dai carabinieri del Nas e coordinata dalla procura di Trento, avviata la scorsa estate da precedenti operazioni svolte nello stesso settore per le quali il Nas, negli ultimi anni, ha arrestato complessivamente oltre 50 persone per associazione a delinquere, anche con risvolti criminali di carattere transnazionale.
Al centro degli accertamenti un medico geriatra, direttore sanitario di due case di riposo nella provincia di Trento, due personal trainer, noti nell’ambito sportivo per i risultati ottenuti in competizioni di body building, nonché altre sei persone ritenute partecipanti, a vario titolo, al sodalizio criminoso, attivo nella provincia di Trento ma con ramificazioni in Alto Adige, Lombardia , Emilia Romagna e Lazio.
Durante le indagini i Nas avrebbero accertato che numerosi sportivi e frequentatori di palestre, già individuati come assuntori di farmaci dopanti, si sarebbero recati negli ambulatori attivati all’interno delle case di riposo di Treno per essere sottoposti a pratiche ematiche dopanti vietate, tra cui l’autoemotrasfusione, con prelievo e successiva reinfusione di sangue, spesso eseguite dal solo medico geriatra in totale assenza di condizioni igieniche e di sicurezza. Gli atleti avrebbero anche ricevuto indicazioni da parte dei componenti dell’associazione sulle modalità di acquisto dei farmaci proibiti e sui metodi più idonei per eludere eventuali controlli antidoping.
Dopo un pedinamento i Nas di Trento avevano già arrestato un noto personal trainer modenese perché avrebbe allestito nella propria abitazione un deposito abusivo di farmaci, approvvigionati con importazioni clandestine, il cui assortimento, stimato in un milione di euro circa, era paragonabile a un magazzino di una farmacia.
Farmaci pericoli, che sarebbero stati assunti senza alcun controllo medico e con finalità diverse da quelle previste dal normale uso terapeutico. Durante le indagini, a gennaio, un 25enne trentino è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Trento per delle gravi patologie insorte a seguito dell’abuso di farmaci anabolizzanti.
Durante le perquisizione sono state individuate e sequestrate oltre un migliaio di confezioni di prodotti farmaceutici, insieme a dispositivi medicali e apparati informatici utilizzati per l’attività illecita. Tra gli altri, sono stati individuati farmaci dopanti contenenti pericolosi principi attivi anabolizzanti (alcune a uso veterinario) a base di ormone della crescita, testosterone, clembuterolo, stanozololo, come pure ormoni diuretici e anoressizzanti, nonché il nandrolone, uno steroide anabolizzante vietato anche dalla normativa antidroga. Il valore complessivo delle sostanze sequestrate sul mercato illegale ammonta a oltre 30mila euro.
