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Far west nel salone di bellezza, assolto modello

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Ashrf Gharbi

Ashrf Gharbi

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – Far west nel salone di bellezza, assolto il parrucchiere, nonché modello tunisino 30enne, di un negozio nel centro commerciale città dei papi sulla Cassia Nord. 

E’ terminato ieri il processo che vedeva come imputato Ashrf Gharbi, il modello tunisino 30enne, socio ed ex compagno della parrucchiera 49enne presunta vittima dell’aggressione avvenuta il 7 marzo 2018. L’imputato, non presente in aula perché impegnato come modello alle sfilate di Pitti uomo a Firenze, è stato assolto. A difenderlo, dall’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, l’avvocato Samuele De Santis.

Le scene da far west nel salone di bellezza si sono verificate intorno alle 13,30 di quel 7 marzo. Tra la vittima e il tunisino un presunto legame sentimentale che avrebbe portato la donna a decidere di aprire con il compagno un negozio di parrucchiere. Lui, modello e fissato con l’estetica, diventa così socio dell’attività. Ma quando il rapporto sentimentale si interrompe anche i rapporti lavorativi si guastano. Quel 7 marzo un litigio iniziale con la donna che dichiara di voler estromettere dalla società colui che ormai era il suo ex compagno.

La lite diventa accesa con la donna che richiede l’intervento della polizia. I poliziotti, una volta giunti sul posto, ascoltano sia la donna che l’uomo ma in separata sede. L’imputato viene invitato a uscire dal negozio per fornire la sua versione dei fatti e di lì a poco la situazione degenera con il tunisino e un poliziotto che finiscono rovinosamente a terra. 

Nel parapiglia interviene anche un amico dell’imputato, un 21enne di nazionalità egiziana. All’interno del negozio sarebbero così iniziati a volare spazzole e profumi.


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Non solo oggetti innocui ma anche alcuni pericolosi. Nella bagarre il 21enne si sarebbe allontanato per qualche istante andando nel retrobottega, per poi tornare con in pugno due coltelli e avrebbe anche provato a ferire i poliziotti, che per neutralizzarlo hanno dovuto usare lo spray al peperoncino. Ma non è bastato perché l’egiziano sarebbe comunque riuscito a prendere un paio di forbici, per poi conficcarsele nella mano. L’episodio si era comunque concluso con l’arresto dei due amici.

L’egiziano ha patteggiato sei mesi davanti al giudice Gaetano Mautone, mentre ieri è terminato con l’assoluzione il processo col rito ordinario del modello tunisino trentenne. 

Il pm ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato e ha chiesto per il modello 8 mesi di reclusione. 

L’avvocato De Santis ha invece chiesto l’assoluzione e ha riepilogato i fatti, secondo la versione della difesa. 

“Quando la polizia arriva sul posto vede il mio imputato e l’ex compagna intenti a discutere di questioni societarie – ha affermato il legale -. Nessuno ha mai detto che Ashrf Gharbi fosse una persona pericolosa o violenta in quel momento”.

Poi la richiesta al modello, da parte della polizia, di uscire dal negozio per dare la sua versione dei fatti. “Il mio imputato – ha chiarito De Santis – era socio dell’attività e lui ha vissuto la richiesta di uscire dal locale come un abuso nei suoi confronti e per questo ha fatto resistenza. La polizia in quel momento non stava compiendo un’azione congrua. Avrebbe soltanto dovuto sedare il litigio e invece ha compiuto un atto arbitrario”.

E ancora: “Il maresciallo lo ha preso sotto il braccio, di lì la resistenza e poi la caduta di entrambi addosso al bancone. Il mio assistito però non si è divincolato, voleva soltanto rimanere all’interno del locale”.

In pochi secondi il caos. “Nel momento in cui al mio assistito viene messa la manetta a un polso – ha aggiunto – lui si sente in arresto. Si sente privato della libertà ancora prima di poter dire il perché della discussione con la sua ex compagna”. 

De Santis ha comunque chiarito come la condotta della polizia fosse, per la difesa, idonea nel momento della totale confusione all’interno del negozio.

Per il legale quindi “la resistenza passiva è finita in lesione perché il poliziotto e Ashrf Gharbi sono caduti sul bancone. Ma la lesione è avvenuta in modo colposo perché da parte dell’imputato non c’era la volontà di fare del male, ma la volontà di resistere a quello che aveva percepito come un atto arbitrario nei suoi confronti”.

Al termine della discussione il giudice ha deciso per l’assoluzione del parrucchiere modello. 

Il difensore De Santis ha così commentato la decisione del magistrato: “Grande soddisfazione per la difesa che a seguito del patteggiamento del conccorrente, condannato a 6 mesi, ha cercato fin dall’inzio di ridimensionare il fatto addebitato al proprio assistito. Ora il cittadino tunisino si trova a Firenze al Pitti uomo sfilando come modello e può guardare con più serenità al futuro”. 

Maurizia Marcoaldi

 


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