Vetralla – Lite nella villa comunale di Vetralla, due fratelli dichiarano di essere stati pestati con una stampella e un palo di legno. Alla sbarra finiscono due giovanissimi che però si dichiarano innocenti. Il processo è ripreso ieri di fronte al giudice Giacomo Autizi. In aula sono stati ascoltati i due imputati e una ragazza presente alla rissa. Le difese sono affidate all’avvocato Franco Taurchini e a Paolo Delle Monache.
Due gli episodi contestati ai presunti aggressori, entrambi avvenuti il 26 giugno 2013.
I due imputati si sarebbero trovati insieme a una terza persona nella villa comunale di Vetralla per discutere con un quarto conoscente, con il quale c’erano stati dei pregressi dissapori. Il chiarimento sarebbe però degenerato in una scazzottata. La presunta vittima avrebbe dichiarato di essere stata colpito con una stampella. Come conseguenza una spalla lussata.
In tarda serata, dello stesso giorno, il secondo episodio. Gli imputati e lo stesso terzo amico avrebbero fatto un successivo incontro: il fratello del ragazzo picchiato in villa avrebbe chiesto un chiarimento di quanto avvenuto quel pomeriggio, ma anche lì la discussione sarebbe degenerata in rissa. La presunta vittima, di questo secondo episodio, avrebbe dichiarato di essere stata colpita con un palo di legno e di aver riportato un trauma cranico.
– Fratelli pestati con una stampella e derisi su Facebook, i presunti aggressori negano
In aula sono stati ascoltati i due imputati.
Il primo giovane ha riepilogato i fatti. Secondo la sua versione, all’aggressione in villa comunale sarebbero stati presenti lui, l’altro imputato, il terzo ragazzo coinvolto, e la parte lesa. Quest’ultima avrebbe ricevuto uno schiaffo e sarebbe caduta a terra. Una volta a terra, la vittima avrebbe cercato di rialzarsi per colpire il suo aggressore. Soltanto a questo punto l’imputato si sarebbe messo in mezzo e avrebbe dato una spinta alla presunta vittima per allontanarlo e avrebbe poi cercato di placare gli animi.
A riferire in merito all’episodio anche il secondo imputato che però ha dichiarato di non aver fatto nulla durante la zuffa in villa comunale, ma di essere rimasto in disparte. Un versione dei fatti confermata anche dalla prima testimonianza.
“La sera stessa – ha poi aggiunto il secondo teste – abbiamo visto il fratello del ragazzo che dice di essere stato aggredito in villa comunale. Ci ha raggiunti sotto casa del nostro terzo amico e tra loro due c’è stata una discussione”. Poi una scazzottata tra le due parti, ma nella testimonianza non è stato fatto nessun cenno al possibile utilizzo di un bastone in legno. A emergere durante l’udienza il fatto che una delle parti lese avesse già un tutore alla spalla.
In aula è stata ascoltata anche una testimone dell’episodio in villa comunale che però ha dichiarato di essere stata molto distante dal luogo della lite e di non essere quindi in grado di riferire particolari in merito.
Al termine delle testimonianze il giudice ha rinviato al 12 settembre per la discussione.
Maurizia Marcoaldi
